Ogni popolo e ogni tempo ha raffigurato l’amore secondo il proprio credo religioso e i propri costumi. Nei vasi attici, l’amore è presentato come potenza fallica e segno di fecondità piuttosto che come sentimento. Non fa meraviglia dato che esso significava, per una civiltà ancora agreste, la continuità della vita e la fertilità dell’universo. Negli stessi mosaici romani di piazza Armerina o sulle pareti delle case di Pompei non mancano scene erotiche, a volte spinte. Non mancano nemmeno raffigurazioni antiche e toccanti di amore coniugale, dalle coppie regali dell’antico Egitto a quel sarcofago Etrusco di Cerveteri (oggi a Roma) che eterna l’abbraccio sorridente di due coniugi, o alla figura elegante e malinconica di Procura, ritratto con la moglie in una pittura pompeiana. Poesia e letteratura sono state molto più ricche che non le arte nell’alludere o descrivere situazioni d’amore. Da Saffo ad Alceo, da Catullo a Parodio, l’amore come sentimento e come sesso, ha avuto un largo spazio, con risultati che hanno sfidato i secoli. Continua »