IL SURREALISMO IL SURREALISMO Per parlare del Surrealismo, ultimo anello di una catena che ha la sua origine nella distinzione illuminista tra arte come frutto del sentimento puro e scienza come frutto della speculazione intellettuale e che si sviluppa in parte negli artisti trattati sopra, bisogna prima introdurre il movimento che con esso condivise le personalità più illustri e alcune idee, prima tra tutte quella della trasgressione: il Dadaismo. Tuttavia, se il Dadaismo rifiutò ogni convenzione artistica, anche la tecnica, con il Surrealismo si ricupera la forma tradizionale, pur con contenuti eccezionali. LA NEGAZIONE DELL'ARTE: IL DADAISMO Andrè Breton, tra i “fondatori” del Surrealismo, fu a contatto nei primi anni con il movimento che a questo viene strettamente legato: il Dadaismo. Breton ci lascia un giudizio originalissimo riguardo all'arte e le nuove avanguardie: riferendosi esplicitamente alla dialettica hegeliana, definisce quale tesi tutta l'arte moderna, quale antitesi il Dadaismo, quale sintesi suprema dell'arte il Surrealismo. Dada stesso si pose sulla scena europea come movimento che proclamava la negazione dell'arte, di tutta la cultura artistica precedente gli orrori della prima guerra mondiale. Questa trasgressione, quella che ai contemporanei sembrò un'anarchica follia, era una critica nei confronti della società, di una società in grado di generare solo guerra: dunque, anche politicamente, Dada si antepone a movimenti precedenti quale il Futurismo, che celebrandola velocità e la forza aveva sostenuto, in Italia, il regime fascista. Il fondatore, il rumeno Tristan Tzara, nel manifesto Dada del 1918 delinea il nuovo aspetto dell'artista, che non bada più ad alcuna formalità, anzi si stacca dalla morale comune, negando anche la tradizione classica che lo vuole prima di tutto “tecnico”. L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che è morta; né gaia né triste, né chiara né oscura…Un'opera d'arte non è mai bella per decreto legge obiettivamente, all'umanità. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e decisa, senza soggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge più(riproduzione simbolica e illusionista)ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti secondo il vento limpido della sensazione del momento.Tristan Tzara - Manifesto Dada, 1918 Dunque non si tratta di un'estetica, è un modo nuovo di concepire; non s'interessa del valore artistico, ma dello shock che causa nello spettatore per distoglierlo dalle sue pigre abitudini mentali. L'arte come è stata sempre considerata, non esiste. Tutto è arte. A Zurigo dal 1916 il cabaret Voltaire diviene il punto d'incontro di questo gruppo di intellettuali e artisti:Tristan Tzara e Hans Arp, il filosofo Hugo Ball e Marcel Janco discutono sulle nuove forme di comunicazione visiva, riflettono sulla società mode Continua »
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