Wasily Kandinskji Nacque a Mosca il 4 dicembre1866. Le sue prime esperienze artistiche furono versatili, spaziò dall'impressionismo al divisionismo, nel 1901 fondò la scuola e galleria d'arte Falanx, per la quale disegnò un manifesto di gusto Judenstil: allora Monaco era, come Parigi, uno dei centri artistici più importanti d'Europa, ma fa scandalo il fatto che Kandinskij ammetta nel proprio corso una donna, Gabriele Munter. Come William Morris, Kandinskij voleva abolire la distanza tra arte colta e arte popolare, tra artista e artigiano, rifuggendo il realismo. Nello stesso periodo viaggia con la Munter, cui si è legato, attraverso Europa e Nord Africa, raccogliendo i colori più belli. Il colore è già la componente fondamentale delle sue prime opere: dipinge romantiche illustrazioni di fiabe e di incantesimi, ispirandosi al folklore della sua terra, la Russia, che nei costumi, nelle isberus, nelle feste, usa il colore per sconfiggere la tristezza del paesaggio invernale. In Capanni da spiaggia in Olanda c'è un legame con l'impressionismo, nel tema delle marine. Risale al 1906 Coppia a cavallo, in cui si combinano un cromatismo vivace, pointillisme e il disegno bidimensionale Judenstil. Nel 1908 il gruppo d'artisti si sposta a Murnau, e qui nonostante rimanga in Kandinskij la magia della fiaba, viene liberata la forza elementare del colore: le tonalità temperate si accendono, la forma si sfalda, la linea si sfrangia…Tra i quadri di questo periodo, Case a Murnau, del 1909: usa un linguaggio che dissolve le forme, è un paesaggio dell'anima, che si basa sulla felicità delle giustapposizioni di colore. In questo rimanda moltissimo ai fauves, perché se la forma viene a mancare è il colore a rimanere. Tra le altra, vanno ricordate le opere Paesaggio con campanile e la mucca: nel primo l'uso della spatola piuttosto del pennello e l'uso antinaturalistico del colore si ribellano alla tradizione precedente: non è più presente una linea alla Gauguin. Nel 1909 decise di fondare la Nuova Associazione degli artisti di Monaco. L'anno seguente, ad una mostra, incontra il pittore Franz Marc con cui condivideva l'idea che la pittura fosse la via principale per arrivare all'anima: fondarono una rivista, “fogli azzurri”, e tale colore non fu scelto caso, ma in quanto colore della spiritualità, colore prediletto per questo dal poeta Novalis (che scrisse un romanzo intitolato “Il fiore azzurro”). Nel 1910, Kandinskij creò la sua prima composizione di forme e colori totalmente emancipata dal problema della rappresentazione: Il primo acquerello astratto. Eva di Stefano lo definisce “il primo spazio interiore della Storia della pittura”, anche se il passaggio all'astrattismo non sarà netto. Non c'è alcuna regola formale, ma totale libertà, non vengono rispettate le leggi fisiche (Zeri fa notare come i pesi maggiori siano situati nella parte alta del dipinto), non c'è possibilità alcuna, nonostante le numerose interpretazi Continua »
Appunti su Tiziano guarda il video »