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L'architettura romana, greca, gotica e romanica: Appunti sull'architettura romana, greca, gotica e romanica.(9 pagine, formato word) ( formato doc)

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Architettura greca Architettura greca Il periodo arcaico Nei villaggi fortificati, ma senza particolare assetto urbanistico, è già riconoscibile il caratteristico mégaron rettangolare. Nell'Età del Bronzo (III-II millennio a. C.), mentre a Creta fioriva la grande civiltà minoica, nelle isole dell'Egeo si sviluppava la civiltà cicladica e nella Grecia continentale quella elladica. Il complesso archeologico più noto della civiltà cicladica è quello di Filacopi nell'isola di Milo, con tre cittadelle successive. La Grecia (Arne nell'isola di Gla in Beozia; Asine presso Epidauro; Midea presso Argo; Pilo nella Messenia; la stessa Acropoli di Atene), ha i suoi monumenti più significativi nei grandi palazzi fortificati di Micene “ricca di oro”, e di Tirinto “murata”. Dalla metà del sec. VII l'arte della Grecia, concluso il suo periodo di formazione, presentò uno sviluppo razionale e organico in tutte le sue manifestazioni (solo la pittura è quasi tutta perduta). Il periodo classico L'architettura dei numerosi templi della Magna Grecia e delle colonie asiatiche è vicina a quella della madrepatria, anche se non mancano eccezioni (Olympiéion di Agrigento, con le pareti esterne della grande cella sorrette da telamoni). Tra le sculture architettoniche, le metope del tempio E di Selinunte (Palermo, Museo Archeologico) si avvicinano nella loro intensità espressiva all'arte di Olimpia (foto a destra). Il periodo ellenistico Il periodo classico dell'arte greca, dalla metà del sec. V alla morte di Alessandro Magno (323 a. C.), ebbe il suo inizio, e anche il suo maggior splendore, nell'età di Pericle, in cui si raggiunse un felicissimo e uniforme equilibrio in tutto il mondo greco (i templi di Agrigento e Siracusa non si discostano dai canoni della madrepatria). L'Acropoli di Atene, nella nuova sistemazione periclea, accolse i monumenti più significativi dell'arte classica, dal Partenone dorico - anche se ingentilito dal lungo fregio continuo - di Ictino, l'architetto più famoso del tempo, ai propilei di Mnesicle (in cui l'ordine dorico si unisce a quello ionico), all'Eretteo di Filocle e al tempietto di Atena Nike di Callicrate, di pieno stile ionico . Tutti i più importanti santuari del mondo greco si arricchirono di templi dorici e quindi anche ionici e corinzi (i tre ordini furono impiegati insieme da Ictino nel tempio di Figalia), di tesori, di monumenti votivi, in un primo tempo ancora non coordinati tra loro, secondo un concetto che fu abbandonato del tutto solo in età ellenistica. Più rapidamente si regolarizzarono le città, che si impostarono su criteri urbanistici basati su assi ortogonali secondo il sistema detto ippodameo dal nome di Ippodamo da Mileto, autore della nuova sistemazione della città del Pireo, che Temistocle aveva congiunto ad Atene con le “lunghe mura” in un unico sistema difensivo. Le opere di fortificazione, in grossi blocchi perfettamente squadrati, difendevano e abbellivano le città (bastioni di Me Continua »

PERSONE: alessandro magno
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