ARTE CINETICA Arte cinetica e programmata Termine usato per definire un tipo di arte che rappresenta un movimento, reale o virtuale. L'idea fu introdotta inizialmente negli anni Venti, ma divenne popolare negli anni Cinquanta e Sessanta. L'arte cinetica può essere semplice (come i mobiles di Alexander Calder) o complessa (come le sculture motorizzate di Jean Tinguely. Il termine viene anche applicato a opere che utilizzano effetti luminosi per trasmettere all'osservatore l'illusione del movimento. Le Avanguardie storicheIl rapporto che i movimenti "razionalistici" che si formano attorno agli anni '60 intrattengono con le avanguardie storiche è un problema molto vasto ed articolato che è lungi dall'essere completamente approfondito, come non è ancora risolta la problematica assai complessa della natura della modernità che ne costituisce lo sfondo. A questo proposito ci si può riferire alle osservazioni di Ernesto L. Francalanci. "La "continuità' storica delle avanguardie non procede affatto per strade ininterrotte e lineari, quanto per nodi e per intrecci di più funzioni e più livelli di produzione `culturale' e quindi per implosione e saturazione di accadimenti; la storia delle avanguardie, che è stata fatta coincidere con la storia stessa delle arti di questo secolo e poco oltre, è dunque, piuttosto, una storia di eccessi di dire, di un mare smisurato di produzioni letterarie, musicali, grafiche, figurative, plastiche, cinematografiche teatrali, progettuali, architettoniche, urbanistiche, ma anche ideologiche, concettuali, filosofiche da una parte e, dall'altra, materiali, tecnico-innovative, comportamentali e quindi anche sociali e politiche; è perciò che una caratteristica costitutiva del fenomeno della avanguardia artistica è quella di possedere costantemente una ideologia estetica come progetto di reintegrazione, o comunque di interrelazione non occasionale, tra individuo e ambiente sociale complessivo.(Ernesto. L. Francalanci, Note su alcuni materiali teorici dalle avanguardie storiche agli anni '60, in Lea Vergine, L'ultima avanguardia, cit.)"A proposito della sua ideologia estetica e della sua tensione ideale, l'Arte Programmata deve essere considerata un fenomeno solidale con la cultura del moderno, con quella cultura che è caratterizzata dalla ricerca di una "razionalità" universale che possa coincidere con un "progetto" globale filosofico e politico. "Il movimento dell'arte programmata approfondisce ed accentua (...), non tanto la problematica `ingegneristica' e `architettonica' della creatività, quanto l'aspetto `etico' complessivo dell'arte, del suo farsi, del suo organizzarsi, del suo diffondersi; in questo senso esso rappresenta un momento storico comunque nodale, poichè l'operazione creativa viene definitivamente a perdere ogni componente spiritualistica che, nonostante tutto, aveva caratterizzato quasi tutte le avanguardie storiche e perciò conquistando una precisa configurazione laica, antiromantica ed antimetafisica: all'intre Continua »