Caravaggio E Bernini, Rococò E Barocco - Appunti di Storia Dell'arte gratis Studenti.it
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Appunti approfonditi sui due artisti e sul contesto storico - artistico. (9 pagg., formato word) ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da oggionni

Root Entry MICHELANGELO MERISI - CARAVAGGIO Nasce a Caravaggio (o Milano) nel 1573 (71) e muore a Porto Ercole (Gr) nel 1610. Figlio di Fermo Merisi, mastro di casa e architetto dei Marchesi - ramo Sforza - di Caravaggio (negli atti viene definito "magister", cioè libero professionista) e di Lucia Aratori. Nel 1584 va a bottega da Simone Peterzano (pittura lombarda della realtà - Carlo Borromeo, purezza evangelica) - si vantava scolaro di Tiziano, fa apprendistato fino al 1590; nel 1592 va a Roma da monsignor Pandolfo Pucci (dove impara a dipingere figure intere); da Lorenzo Siciliano (dipinge tre teste al giorno) e nel 1595 conosce un potente prelato pontificio, il Cardinale Del Monte (amico di Galilei, fisico, chimico, alchimista, musicista), che diventa suo committente e lo ospita a palazzo Madama nel 1596 dal Cavalier d'Arpino (nature morte), finisce la sua amicizia l'anno seguente quando viene ricoverato in ospedale e non viene visitato dall'amico. Caravaggio è violento, ha problemi finanziari, ristrettezza economica anche a Roma, ambiente poco favorevole. Va in giro armato con spada e pugnale. Querela per aggressione, diffamazioni, due volte in prigione, arrestato per porto d'armi, querela per sassaiola, rissa e omicidio di Ranuccio Tommasoni. Scappa Stato pontificio, poi Napoli, Malta - dove viene imprigionato -, ancora Napoli - ferito da sicari assoldati dal Cavaliere di Malta a cui aveva recato offesa, prima di arrivare a Roma per il perdono papale a Porto Ercole - viene arrestato durante il viaggio per mare, perde tutti i bagagli, si prende la malaria e muore in tre giorni proprio quando a Roma gli viene concessa la grazia. Affronta problema esistenziale dell'uomo, il suo dramma alla ricerca della verità insita nelle cose stesse la rappresentazione della realtà è il fondamento della sua pittura (realtà che apre gli occhi nelle sue brutture). Non è la consueta imitazione della natura, egli emette giudizi morali, enucleando, con luci ed ombre, un particolare, oggetto del giudizio. Lavora sempre ad olio, veloce (opere hanno problema di invecchiamento), studio sulla luce. Tema pittura: realtà drammatica in cui vive l'uomo La canestra di frutta, del 1596 (presso il Cavalier d'Arpino): natura morta intesa come genere autonomo. Umile oggetto naturale diventa protagonista, rivelato contro il fondo chiaro compatto, vive plasticamente i rapporti tra luce e ombra. Caravaggio dichiara che non vi è differenza tra il dipingere un quadro di fiori o un quadro di figure e, dunque, anche una banale canestra di frutta è un tema degno di essere dipinto. La ricerca del «vero naturale» condotta da Caravaggio si rivela nella riproduzione accuratamente realistica delle diverse qualità dei frutti (brillio uva, rotondità lucente di mela, limone e pesca), mele, uva, fichi, che, investiti da una luminosità diffusa, risaltano nitidamente contro il fondo chiaro. Nel dipinto sono registrati anche i segni della deperibilità delle cose naturali, visibili nella foglia Continua »

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