Il 1848 è un anno di sanguinose sommosse popolari: gli operai esprimono il proprio malcontento, costringendo il re Luigi d’Orléans a lasciare il trono, proclamando la seconda repubblica. Molte di queste manifestazioni sono represse sanguinosamente, e in breve, Luigi Napoleone, inizialmente eletto come esponente del Partito dell’Ordine, compie un’opera radicale tale da ripristinare l’impero nel 1852. In questo contesto anche l’arte attraversa una crisi di identità. I movimenti realisti nascono per rispondere a questa richiesta di vero: non si vuole più ingannare, proponendo soggetti falsi, ma, al contrario, si cerca di documentare la realtà nel modo più distaccato possibile, similmente a quanto accadeva in campo filosofico con il positivismo. In Francia, il Realismo, diventa un metodo scientifico per indagare la realtà: il fine dell’artista sarà quello di annotare le caratteristiche del mondo, astenendosi da qualsiasi giudizio... Continua »