La mentalità medioevale

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Storia Capitolo 34 Le mentalità medioevali Medioevo Vuol dire “età di mezzo” e fu coniato dagli umanisti italiani per indicare il periodo intermedio fra l'antichità e il rinascimento. Alcuni storici lo classificarono come un periodo di regresso e decadenza. In realtà non fu un' era solo buia e negativa; molti storici moderni hanno reagito a questa classificazione del medioevo rivalutandolo, soprattutto sotto il profilo culturale. Hanno dimostrato che in questo periodo affondano le radici del mondo moderno. Si distingue in alto medioevo compreso tra il V e l'XI secolo e il basso medioevo compreso tra l'XI e il XV secolo. Mentalità del passato La storia della mentalità ha un oggetto collettivo; cerca di rintracciare quello che era comune negli atteggiamenti e nei comportamenti degli uomini che ci hanno preceduto. Abbiamo potuto risalire alla mentalità tramite i documenti. Ma la scrittura era soltanto una prerogativa dei ceti al potere, questi documenti esprimono i sentimenti, la visione del mondo, i valori di una piccola parte di una popolazione. Tuttavia questa cultura aveva un' alta capacità di penetrazione tra le masse popolari, circolando oralmente, dato l'analfabetismo della popolazione, tramite i sermoni, le prediche, l'attività evangelizzatrice degli uomini di Chiesa. Così la mentalità dei ceti dominanti finiva per diventare collettiva, in quanto condivisa dall' insieme della popolazione. Visione dualistica La visione di religione medioevale. Non erano presenti nella visione del mondo vie di mezzo: tutto poteva essere buono, dalla parte di Dio, o malvagio, dalla parte di Satana. Gli uomini non potevano restare neutrali, erano costretti a una scelta. Il diavolo era raffigurato come un essere inumano, con forme animali, ma anche comico. Successivamente questo tipo di comicità verrà individuata col termine grottesco. Il diavolo tuttavia poteva celarsi ovunque, e potava manifestarsi in varie forme per tentare le anime degli uomini. I santi Furono rappresentati dalla chiesa e poi dal popolo come eroi, le storie su di essi erano semplici e indirizzate alla massa. Un particolare potere si attribuiva alle reliquie di essi, sparse nei santuari di tutta Europa. Nella superstizione medioevale a ogni santo veniva attribuita una particolare funzione. Poi c'erano i santi protettori di una città, di un quartiere, di un villaggio. Anche il singolo individuo poteva scegliere un santo da consacrarsi. La chiesa si accorse che l'adorazione dei santi stava assumendo una forma di idolatria pagana e cercò di scoraggiarla, ma inutilmente, perchè il popolo aveva `fame' di santi e di miracoli. L'universo Il mondo nella mentalità medioevale non veniva rappresentato come era realmente ma secondo ciò che descriveva la bibbia. L'universo veniva visto come un sistema di sfere concentriche, la cui sfera più alta era il paradiso, la più bassa l'inferno. La sfera centrale era la terra. In centro della terra c'era Gerusalemme, in coincidenza con l'estremo oriente