Scultura LA CIVILTÀ' EGEA Nel mare Egeo sorsero diverse civiltà che svilupparono un'attività artistica varia ed ampia. La prima fu quella Cicladica che, volendo rappresentare la figura della Dea Madre lo fa con statue stilizzate con forme geometriche. Quella successiva fu l'arte Cretese. Questi ultimi popoli crearono tre palazzi: a Cnosso, a Festo, a Mallia. Una volta distrutti furono ricostruiti più grandi e più belli, erano decorati con pitture dai colori vivaci, c'erano cortili, in cui si riunivano le collettività e le colonne erano rastremate verso il basso. Per la pittura c'è una grande industriosità per dipingere sui vasi, infatti, i vasi, che erano molto sottili per via dell'uso del tornio girevole, venivano decorati secondo le forme dei vasi stessi, quindi risultava un'inscindibilità tra l'oggetto e la decorazione; quest'ultima è resa ancora più bella dalla policromia (rosso, giallo, bianco su fondo scuro). Adesso si affaccia un nuovo stile (il 2°) che permette all'artista una libertà nuova, infatti i soggetti (sempre a tema naturalistico) non seguono più l'andamento da vaso, ma ne sono liberi, un esempio è la Brocchetta di Gurnià, che raffigura un polipo (nero su sfondo chiaro) che è immerso nell'acqua. Questa figura, anche se riprodotta nelle sue caratteristiche essenziali, ci dà sempre il senso del naturalismo. Questo lo si scorge anche in pitture parietali come il Gatto con fagiano (sempre nero su bianco) che rappresenta un gatto che sta per assalire un fagiano e nella Fanciulla di Cnosso (vari colori distesi in superficie per evitare il volume, come gli altri). Il 3° stile mostra una stilizzazione più rigida e le forme che seguono quelle del vaso, proprie di una civiltà in decadenza. L'arte micenea La civiltà Micenea appare molto diversa di quella Egea, infatti rispetto a questa è più povera, e, per sopravvivere deve combattere. A verifica di questo basta pensare che le mura di Micene, o di Tirinto erano spesse dai 7 ai 17 metri ed erano alte 10 m, in modo da fortificare la città. Queste mura erano fatte con blocchi parallelepipedi e il gioco di luci e ombre che gioca sulle commettiture le fa sembrare ancora più forti. Così i palazzi diventavano città - fortezza. Le mura presentavano delle aperture, che venivano sovrastate da un triangolo detto triangolo di scarico. Questo triangolo veniva costruito perché il peso delle mura sovrastanti si scaricasse sulle colonne e non sull'architrave che altrimenti si sarebbe spezzato. Un esempio ce lo abbiamo nella Porta dei Leoni, dove il triangolo è decorato di due leoni con in mezzo una colonna che richiama molto quella cretese (rastremata verso il basso) e sotto i piedi un altare di pietra. Un'usanza di questa popolazione era quella di seppellire i defunti in tombe sotterranee, dove, oltre al defunto, vi si mettevano anche i suoi tesori. La tomba più importante è quella detta Tesoro di Atreo. Per entrare nella tomba si deve percorrere un corridoio detto dromos, lungo 36 metri leggermente in d Continua »