Controllo utente in corso...

Recensioni dei libri "Risorgimento e capitalismo" di R.Romeo e "Storia dell'energia" di V.Smil (7 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da dinamocampetto

Untitled Storia dell'Industria: Prof: R.Lenti Programma d'esame: “Risorgimento e capitalismo” di R.Romeo “Storia dell'energia” di V.Smil Risorgimento e Capitalismo Cap. 1: Problemi di metodo Nel capitolo 1 l'autore inizialmente si difende dalle accuse che gli sarebbero state rivolte da altri studiosi, di aver voluto annientare la storiografia marxista italiana e di aver voluto screditare l'uno o l'altro studioso. Sottolinea che l'adesione di molti storici italiani al marxismo è avvenuta sotto l'azione combinata di motivi complessi, tra i quali anche la particolare situazione del momento in cui la scelta è avvenuta. Tali fattori hanno svolto un ruolo dominante. Sul marxismo dei suoi tempi (anni '50) egli afferma che dopo alcune tumultuose vicende che hanno visto il marxismo scacciato e poi riaccettato nella nostra cultura, finalmente si è liberato di quegli elementi eterogenei e si presta ad un'analisi valida; è da considerarsi come una componente normale della nostra cultura. Apprezzamento poi dell'opera del Gramsci, in cui l'indagine sullo sviluppo storico reale viene messa al servizio della costruzione di un modello storico (e non viceversa). Inizia poi la lunga disamina che porterà fino all'affermazione del capitalismo in Italia. La fase precedente al capitalismo è detta di “accumulazione primitiva del capitale”: è un concetto espresso da Marx, in cui egli vedeva la preparazione all'inizio del successivo processo di riproduzione del capitale. Secondo Marx il capitalismo nasce da elementi negativi, quali l'espropriazione violenta e brutale dei contadini, sfruttamento, …; secondo Marx dunque questa fase di accumulazione primitiva è una tappa obbligata per ogni paese in via di sviluppo. E' un concetto che verrà ampiamente discusso e troverà parecchi oppositori. Un primo appunto mosso a Marx è la lunghezza quasi indeterminata di questa fase: egli prevedeva lunghezze secolari per questa fase. Si giunge alla conclusione che l'affermazione di un'economia di stampo capitalista non segue un modello con le medesime caratteristiche in ogni paese. Viene introdotto il concetto del risparmio, quello praticata dalle classi più fortunate: tale risparmio diventa poi importante ai fini dello sviluppo industriale, soprattutto se impiegato come finanziamento. Non è detto poi che queste due fasi, accumulazione e sviluppo debbano avvenire necessariamente in quest'ordine, possono essere anche contemporanee. Si giunge ad una prima definizione di accumulazione primitiva come una fase dello sviluppo in un paese pre-industriale, la quale prevede un'intensificazione del risparmio. Un paese pre-industriale infatti non deve badare tanto ad ampliare il mercato quanto ad accumulare il capitale come strumento per aumentare la produttività. L'Italia del XIX° secolo aveva la necessità di modernizzare la propria vita economica, a partire dalla riduzione dei consumi di massa (specie le masse rurali), e di entrare in concorrenza con gli Continua »

vedi tutti gli appunti di storia-dell-industria »
Carica un appunto Home Appunti
Pagina eseguita in 0.236888885498 secondi