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Storia della cartografia: Sviluppo della cartografia dai tempi antichi ad oggi. Uso della carta e suo valore. La carta nautica. Strumenti cartografici. La cartografia come espressione di potenza (Imp.Britannico), la cartografia oggi (GPS) (26 pagine formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da dinamocampetto

Storia della Cartografia Storia della Cartografia Prof.: C.Astengo Appunti presi alle lezioni: 22/2: Passiamo in rassegna quelli che saranno i punti cardine del nostro percorso. Partiamo da due paradossi: il primo è The Hunting of the Snark (1876) di Lewis Carroll. Questa specie di carta racconta una spedizione i cui protagonisti hanno tutti un punto in comune, ovvero l'iniziale “B”. Sempre di L.Carroll è anche il secondo paradosso: egli parla, ironicamente, di una carta a scala reale ovvero 1 km al km, cioè grossa come il mondo! Come già detto si tratta di due paradossi; una carta deve essere sintetica, in scala e approssimata. E' molto soggettiva perché rispecchia chi compila la carta. Essa non può rappresentare tutto e l'elemento soggettivo è sempre presente. La “carta immaginaria” rappresenta qualcosa che non c'è: ma è pur sempre una carta. Ne è un esempio a tal proposito quella di Stevenson e lo stesso autore affermò di aver costruito il suo romanzo “L'isola del tesoro” solo dopo aver fatto la carta. Ripercorrendo la storia della cartografia, possiamo iniziare da un disegno di corteccia degli aborigeni australiani: esso rappresenta anche una carta, ma per comprenderla bisogna conoscere bene la mitologia che vi sta dietro e ovviamente la civiltà aborigena. Un altro esempio è il Mattang: si tratta di una carta nautica delle Isole Marshall. Non è però una carta nautica come noi oggi siamo soliti intenderla, ovvero utile nella navigazione, ma bensì uno strumento didattico per insegnare ai bambini a riconoscere la presenza di isole oltre l'orizzonte in base al moto ondoso. Del 1880 circa è la carta denominata “Lupo che ulula”, ovvero una storia dei Cheyennes inserita in un contesto geografico. Una carta può anche mentire: è il caso che si è osservato nel disegnare quella riguardante il corso del Niger. Il Niger era uno dei pochi fiumi di cui non si conosceva nemmeno la foce; un esploratore inglese, Clapperton, stava seguendo il suo corso verso Sud ed arrivò presso il villaggio di Sokoto dove chiese al Sultano di disegnargli il corso successivo del Niger. E il sultano lo fece, disegnandogli peraltro il vero corso del Niger: ma il giorno dopo egli ci ripensò, chiamò Clapperton e gli ridisegnò il corso del fiume facendolo diventare un affluente del Nilo. Era chiaramente una menzogna, peraltro voluta: il Sultano aveva paura che se Clapperton avesse seguito il corso del fiume avrebbe incontrato il successivo villaggio e poteva allearsi con esso contro di lui, per cui cercò di sviarlo. Un altro esempio è la Roccia dei Campi di Bedolina (Val Camonica): è una carta incisa sulla roccia. Ha valenze pratiche ma forse anche religiose. Però sappiamo troppo poco sulla civiltà che l'ha prodotta. Altro discorso va fatto per il Mappamondo Babilonese: sappiamo più cose e possiamo meglio interpretarlo. Anche la Tabula Peuntigeriana è un esempio di carta pratica: molto “stirata” nel senso E-W, essa non dov Continua »

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