La chiesa nel Medioevo: riassunto

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Chiesa nel Medioevo: riassunto dettagliato del libro di Rapetti e Azzara (26 pagine formato doc)

CHIESA NEL MEDIOEVO: RIASSUNTO

La chiesa nel medioevo. Impero romano e genesi delle istituzioni ecclesiastiche
La situazione del tardo impero romano, nel 3 secolo, favorì l affermarsi di un culto, quello cristiano, nato nella Palestina dei ceti piu umili, visto come uno strumento di salvezza rispetto all'antico culto politeista derivante dal pantheon greco; l'insicurezza e la crisi (interna ed esterna) dell impero permisero la sua diffusione, nonostante le violente persecuzioni di Decio e Diocleziano, per diversi motivi.
In occidente attecchì per primo nei colti ceti cittadini, abituati alla speculazione filosofica (propensi agli elementi teologici e dottrinali), mentre in campagna ci volle molto più tempo e fatica (attraverso le pievi e altri edifici, che risacralizzavano il paesaggio, e le antiche feste, in chiave cristiana), tanto che il termine pagani deriva dal latino pagus, cioe villaggio rurale.

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LA CHIESA NEL MEDIOEVO AZZARA RIASSUNTO

La veloce ascesa cominciò con l'Editto di Milano emanato da Costantino nel 313, in cui ammetteva la professione del cristianesimo; il ruolo di primo re cristiano è esagerato (leggenda del sogno premonitore), in quanto prevalse in lui un atteggiamento sincretico e anche di vantaggio politico.
La svolta decisiva fu con Teodosio e il suo Editto di Tessalonica del 380: la religione cristiana divenne quella ufficiale, gli altri culti furono messi al bando.
Dopo tali avvenimenti, il cristianesimo potè espandersi a dismisura, tanto che impero e religione vennero a coincidere in un ottica di impero universale cristiano, tramite il sostegno reciproco dei poteri/istituzioni politici e religiosi.
Per alcuni ceti elevati, come quelli senatori, abbandonare in realtà quei culti dei padri da cui derivava il loro stesso rango sociale non fu subito facile, ma con l'appoggio degli imperatori dopo Costantino e il rapido diffondersi, si raggiunse anche questo.

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POTERE DELLA CHIESA NEL MEDIOEVO

Si arrivò alla situazione opposta: Teodosio condannò gli altri culti, che vennero quindi a loro volta perseguitati dai cristiani, fino a che ufficialmente il paganesimo scomparve, per quanto credenze e tradizioni si manterranno a lungo, quasi sempre camuffati nella nuova religione (neoplatonismo, credenze contadine).
Anche l'ebraismo fu attaccato, si arrivò ad escludere gli ebrei dalla vita pubblica, ciò è spiegato da Azzara come la decisione di separare due religioni molto simili, per evitare passaggi dall una all altra e separare i vincenti dai perdenti.
Una caratteristica interessante del primo cristianesimo fu l eterogeneità del suo culto e delle stesse istituzioni; vista la mancanza di un controllo centrale, così come le diverse interpretazioni del vangelo, diverse in base all ambiente di diffusione. Lo stesso papato romano non aveva alcuna supremazia effettiva sugli altri episcopati, solo dal V secolo cominciò un processo di affermazione del vescovo di Roma (grazie inizialmente alla caratura di alcuni papi, processo che si concluderà nell anno Mille), col pretesto di essere successori del primo apostolo, Pietro.

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LA CORRUZIONE DELLA CHIESA NEL MEDIOEVO

Proprio a causa di questa frammentazione culturale e istituzionale, da subito si decise di definire almeno i dogmi fondamentali e unici, tramite dei collegi di vescovi, i concili o sinodi. A partire da quelli locali del II secolo, si arriva a quelli ecumenici/universali dei secoli successivi, cui partecipava l imperatore stesso, come garante per l applicazione delle decisioni.
Uno dei primi temi teologici dibattuti fu la natura di Cristo, che comportò la nascita di diverse correnti di pensiero: l arianesimo del 4 secolo, dal sacerdote di Alessandria Ario, il quale affermava l inferiorita di Cristo a Dio (condannato dal concilio di Nicea del 325 da Costantino e stroncato del tutto in Oriente nel 6 secolo da Giustiniano; ebbe successo tra le tribù barbare occidentali come alternativa ai cattolici), il monofisismo (divenne vera e propria chiesa in Siria ed Egitto, definita unica natura divina) e il nestorianesimo dal patriarca Nestorio (duofisismo).