APOLOGIA DI SOCRATE Presenta la difesa che Socrate ha presentato di fronte alla giuria di 500 cittadini ateniesi. Il suo estensore è Platone. Motivi per cui non è stato messo in dubbio: 1- vicinanza cronologica tra la diffusione dell’Apologia e il Processo. L’Apologia circolava poco dopo il processo. Chi aveva udito il processo avrebbe dovuto fare della critiche o contestazioni se non fosse fedele a ciò che è stato detto. Ma non ci sono state. (NIENTE CRITICHE E POCO TEMPO) TESTO STRANO: non è una relazione, ma descrive ciò a cui Platone ha assistito. Non è in 3^persona. Non si descrive l’ambiente, non si dice chi parla e ascolta. Si comincia con qualcuno che parla e pronuncia una difesa di sé stesso. Si dice: Atene, Socrate, giudici, conclusione: condanna a morte (lo deduciamo dal testo). Non ci sono interruzioni ma possiamo individuare 3 discorsi distinti, in occasioni distinte, con scopi distinti. Non si spiega la separazione fra i singoli discorsi. Si devono mettere degli argomenti extra-testuali. Dall’inizio ai 4/5 del discorso chi parla (Socrate) nel rivolgersi ai giurati li chiama cittadini, come se non li considerasse giudici, mentre in 1/5 del discorso: - cittadini: chi ha votato contro di lui; - giudici: chi ha votato a suo favore. Continua »