Cap4 : Ragione e passione in Tommaso d’Aquino. Tentativo di confronto con l’antropologia di Kant
1 . Legge morale e passioni in Kant. Per un confronto con l’antropologia tommasiana
Come Kant considera la legge morale e le passioni si evince dal suo libro : “Fondazione della metafisica dei costumi”. In questo testo Kant sostiene che la moralità si realizza solo quando il soggetto si oppone alle inclinazioni che provengono dai sensi, e quindi si oppone alle sue passioni. Kant dà meno importanza alla dimensione sensibile ed emotivo –passionale dell’uomo rispetto alla dimensione razionale. Nella Critica della ragion pratica Kant sostiene che la volontà buona è quella che si lascia guidare dalla legge morale. Nell’opera “Metafisica dei costumi” , Kant sostiene che i moti dell’ animo , intesi come appartenenti al sentimento, sono improvvisi e impetuosi , precedono la riflessione e devono essere dominati . Il moto d’animo si differenzia dalla passione per il fatto che risulta meno legato al vizio . Nell’opera di Kant “Antropologia dal punto di vista pragmatico “ , il filosofo sostiene che la passione è sempre legata alla ragione. Kant sostiene che essere dominati da emozioni e passioni significa presentare una malattia dell’ animo, perché entrambe escludono il dominio della ragione. Kant identifica la passione con il vizio. Per Kant noi agiamo moralmente se ci opponiamo alle nostre passioni, ai nostri vizi. La passione è immorale perché deriva dalla volontà e dalla ragione. Infatti , per Kant, un atto è immorale , perché prodotto per mezzo della ragione e della volontà. Kant condanna anche le emozioni, non solo le passioni. Egli sostiene che i moti d’animo devono essere dominati dalla ragione con la virtù. In Kant , tutta la dimensione corporeo sensibile , dei sentimenti e delle passioni è
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