Riassunto sullo stato moderno in Europa: istituzioni e diritto

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riassunto di "Lo stato moderno in Europa" di M. Fioravanti (16 pagine formato doc)

Riassunto sullo stato moderno in Europa: istituzioni e diritto - LO STATO MODERNO IN EUROPA
ISTITUZIONI E DIRITTO
A CURA DI MAURIZIO FIORAVANTI
1 Stato e costituzione di Maurizio Fioravanti
Nei secoli compresi tra il XIV e il XX ciò che chiamiamo Stato moderno europeo ha assunto forme diverse, infatti non c’è bisogno di dire che una signoria territoriale del Rinascimento è cosa ben diversa rispetto a uno Stato della successiva epoca assolutistica. La Rivoluzione francese, poi, rappresenta una vera e propria cesura che diede luogo a nuove forme di Stato, allo Stato di diritto e poi allo Stato costituzionale.
La vicenda dello Stato moderno europeo inizia nella fase successiva al XIII secolo, quando si verificò una diffusa trasformazione del governo dei territori in Europa. 

Agli inizi del percorso dello Stato moderno abbiamo: 
Un signore che esercita i poteri di amministrazione della giustizia, esige le imposte e chiama alle armi in un determinato territorio, provincia, contea, principato o regno
Un’assemblea rappresentativa che prende diverse denominazioni (Landtag, Parliament, Cortes, Stati generali ecc…) e che svolge la funziona di porre limiti al potere del signore, ribadendo i privilegi dei ceti che vi prendevano parte, e che collabora con lui per il governo del territorio
La presenza di regole, per lo più di origine consuetudinaria, che però vengono sempre più messe per iscritto e che assumono il significato di un vero e proprio contratto tra il signore e le forze presenti sul territorio
Quando abbiamo tutti questi elementi: un territorio caratterizzato in senso politico, un’assemblea istituzionale e un insieme di regole, allora possiamo parlare di Stato.

Ovviamente non bisogna cercare in questa forma di Stato, propria della prima età moderna, quella forma di Stato che verrà molto dopo, nell’epoca degli Stati nazionali e degli Stati di diritto. In questo periodo, infatti, manca allo Stato qualsiasi pretesa monopolistica, sia sul versante dell’esercizio del potere, data la presenza dei signori territoriali, che su quello della cittadinanza, dato che l’appartenenza di un soggetto al territorio non generava un’obbligazione esclusiva col signore visto che rimanevano vive quelle verso il ceto, la corporazione, il feudo e la città.