Islam: storia della religione

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Cenni storici e capisaldi della religione dell'Islam, in una sintesi molto ben costruita e utile per un ripasso sull'argomento (2 pagine formato doc)

ISLAM: STORIA DELLA RELIGIONE

L'islam. L'Islam è la grande religione monoteistica fondata in Arabia da Maometto (m. 632 d.C.) ma con islamismo si intende non solo questa, ma anche tutto il sistema politico, sociale e culturale che ad essa strettamente si connette. A questo carattere di totalitarietà, che distingue l'Islam dalle altre grandi religioni, si unisce quello dell'universalità, implicante teoricamente il dominio del mondo intero e l'obbligo, altrettanto teorico della guerra santa (gihad) diretta a tal fine. Il complesso di religione, ordinamenti politici e norme giuridiche che costituisce l'Islam, prende il nome di shari'a "legge sacra".
Manca però, in questa religione, una chiesa gerarchicamente costituita, con un capo supremo che possa decidere in materia di dogma e di rito e quello che gli Europei chiamano impropriamente clero musulmano è l'insieme degli addetti alle moschee, privi di carattere sacro ed esplicanti mansioni cui può attendere qualsiasi credente idoneo: l'imam o guida della preghiera comune, khatib che tiene la pratica rituale del venerdì, il mu'adhdhin che dal minareto annunzia il momento delle 5 preghiere canoniche quotidiane; solo in alcuni paesi musulmani più europeizzati è stata istituita la carica governativa di shaikh al-islam capo dell'islamismo o gran muftì.

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QUANDO NASCE L'ISLAM

L'Islam non ammette la Trinità cristiana, qualificata nel Corano come politeismo. Dio è unico, onnipotente, onnisciente, con illimitata libertà di volere: unico creatore dal nulla, agisce costantemente su tutte le cose dell'universo e, giudice supremo, retribuirà gli uomini col Paradiso o con l'Inferno. Ministri di Dio sono gli angeli, e un angelo decaduto è il diavolo (Iblis) che istiga gli uomini al male; inferiori agli angeli ma superiori agli uomini sono i Ginn, creature soprannaturali del paganesimo arabo, divisi in buoni e cattivi. I musulmani ritengono che la Bibbia e il Vangelo, nella loro forma attuale, siano gravemente alterati o addirittura apocrifi, e quindi privi di autorità nel campo religioso; inoltre credono nella missione divina dei Profeti inviati da Dio alle varie nazioni con rivelazioni o messaggi divini: primo Adamo, ultimo Maometto, Profeta è anche Gesù di cui il Corano ammette la nascita verginale ma non che sia figlio di Dio e sia stato realmente crocifisso.

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ISLAMISMO IN BREVE

I musulmani ritengono che dopo la morte i musulmani malvagi e i non musulmani saranno assoggettati al “tormento della tomba”, un penoso interrogatorio ad opera di 2 angeli inquisitori, mentre le anime dei Profeti ascenderanno subito in Paradiso. Il giorno del Giudizio, annunciato da numerosi segni precursori, tutti dovranno passare per un ponte ( sirat) sottile come la lama di coltello: gli infedeli e i cattivi musulmani precipiteranno nel sottostante Inferno di fuoco e tormenti diabolici, mentre gli eletti giungeranno ai giardini del Paradiso, popolati di belle fanciulle (hur) elette loro compagne. Pene e gioie saranno eterne ma la concezione ortodossa ritiene che i musulmani dannati saranno un giorno anch’essi, per misericordia divina, ammessi in Paradiso. È punto fondamentale di fede la credenza che tutto ciò che avviene nell’universo, compresa ogni azione umana buona o cattiva, accade per volontà, predeterminazione e prescienza  di Dio, con conseguente predestinazione dell’uomo al Paradiso o all’Inferno.
Dal punto di vista del rito i “fondamenti” (arkan) a cui ogni musulmano pubere e sano di mente è tenuto, sono 5: vengono infatti enumerati in ordine di importanza partendo da un hadìth del Profeta, che avrebbe detto: «L’Islàm è basato su cinque elementi: la professione di fede, la preghiera rituale, l’elemosina legale, il digiuno e il pellegrinaggio» (in arabo la shahada, la salàt, la zakàt, il sawm, il haÄŸÄŸ).