Il neomanchesterismo di Alberto De' Stefani
Giunto alla guida del governo, Mussilini nominò ministro delle Finanze l'economista Alberto De' Stefani. Un paio di mesi più tardi De' Stefani assunse anche il controllo del dicastero del Tesoro, in seguito alla scomparsa del ministro Vincenzo Tangorra; quindi De' Stefani controllava sia il ministero delle Finanze che quello del Tesoro che venne unito a quello delle Finanze.
Attraverso il professore universitario Ca' Foscari il fascismo intendeva attuare un programma di "restaurazione economica" di stampo liberistico. In realtà quello che De' Stefani attuò fu un liberismo autoritario. La politica dello Stato dei salvataggi (in particolare quello del Banco di Roma che fu molto costoso alle casse dello Stato) sembra sfociare in un liberismo neomanchesteriano per avvalorare la tesi della continuità con la precedente politica economica.
Gli obiettivi del programma di De' Stefani erano:
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