Dalla Protoindustria Alla Rivoluzione Industriale - Appunti di Storia Economica gratis Studenti.it
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Note sulle principali trasformazioni a livello storico-economico dalla protoindustria alla prima rivoluzione industriale (10 pagine formato pdf)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da daviii

1. L’ORGANIZZAZIONE DEL SETTORE SECONDARIO

Le attività di trasformazione realizzate in Europa tra ‘500 e inizi del Settecento rappresentano un tema di particolare rilevanza. E’ necessario precisare, onde fugare malintesi, che in tali secoli che non si verificano nella produzione di beni manufatti novità radicali rispetto alla situazione esistente nel tardo Medioevo.

Sotto il profilo organizzativo, il settore secondario si presentava strutturato nelle città su una miriade di botteghe artigiane in cui lavoravano il capobottega, i 5-6 lavoranti alle sue dipendenze, eventuali garzoni che maturavano l’apprendistato. Nelle campagne, invece, erano i contadini che, nelle loro case, nei momenti liberi dai lavori campestri, svolgevano determinate attività di trasformazione, soprattutto nel ramo tessile, in un primo tempo volte all’autoconsumo e in un secondo tempo, come vedremo, integrate nel mercato.

I padroni di bottega nelle città, poi, erano associati in corporazioni, o arti o mestieri che ricomprendevano tutti coloro che, in bottega propria, svolgevano una determinata attività (ad esempio l’Arte dei Tintori, l’Arte degli Speziali, l’Arte degli Orefici). Le corporazioni avevano compiti di tutela dell’attività — intervenendo con minute prescrizioni — sulle caratteristiche che dovevano avere i manufatti che uscivano dalle botteghe di attività corporata, difendevano gli interessi particolari dei soci, badavano a che regnasse l’armonia tra gli immatricolati, svolgevano funzioni di mutuo soccorso tra i soci.

Tale organizzazione conobbe due stadi di evoluzione. C’è uno stadio originario — grosso modo databile attorno al secolo XII in Europa — in cui le botteghe artigiane — nelle città che hanno ripigliato vita dopo l’eclissi dell’Alto Metlioevo — lavorano per un mercato che è quello entro la cinta urbana. Un mercato dunque, limitato, non essendo numerosa la popolazione. La domanda è — pertanto — certa, individuata, specifica, e s’incarna nelle persone dei committenti che si rivolgono alle botteghe artigiane. Le quali hanno modo di commisurare l’offerta alla domanda, evitando pericolose crisi di sovrapproduzione. Continua »

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