Introduzione allo studio della storia medievale più lezioni
La storia concepita come hic et nunc momento per momento, luogo per luogo non può essere oggetto d'insegnamento in quanto si dissolve nel suo stesso manifestarsi. Deve essere dunque intesa come storiografia, come indagine del materiale offerto dalle fonti mediante una rigorosa interpretazione, che consenta la comprensione del passato. Appare evidente la distanza dello storico rispetto allo studioso di arte o letteratura, mentre quelli hanno la possibilità di aere di fronte agli occhi l'oggetto della loro indagine lo storiografo ha sempre una lente, uno specchio deformante tra sé e l'oggetto che è il tempo.
Erodono definisce la proprio opera Esposizione della ricerca, storia significa difatti cioè che si è visto dal punto di vista etimologico, ciò che si sa per diretta esperienza. La sua ricerca inizia proprio dai greci. La civiltà ellenica riesce ad elaborare un moderno concetto di storia lungo linee che contemplano le posizioni più disparate, a partire da quel momento che ha in sé qualcosa di mitico come testimoniato dai poemi omerici e dai frammenti dei logografi, cioè scrittori di prosa di antichi prosatori greci che tramandarono in dialetto ionico tradizioni mitiche e storiche locali, in cui cosmologia teogonia e storiografia non avevano ancora una differenziazione. E' con Erodoto le cui storie narrano le guerre greco persiane fino al 479 che la storiografia acuiqsice un ambito, anche se ancora eorodoto non separa la sfera della divinità dal mondo degli uomini. Erodono inoltre affronta la storia integralmente di un popolo, sia il persiano o l'egiziano di cui descrive tutti gli aspetti: le imprese militari, le abitudini agricole, la moda, ai costumi, offrendo un saggio di antropologia culturale.
La concezione erodotea è pessimistica, in quanto non riconosce alcun potere alla volontà degli uomini, le cui vicissitudini sono in balia degli dei. Questo concetto rimarrà costante per lungo tempo, costituendo uno degli elementi caratterizzanti della storiografia antica. Solo con Tucidide, l'uomo, la sua intelligenza, la capacità di costruire la storia sono posti in primo piano. La storia del Peloponneso, fino al 411, è definita dall'autore KTEMA ES AEI, cioè una scrittura destinata a sopravvivere alla memoria dell'uomo. Lo storico presta attenzione ai rapporti tra gli avvenimenti, sottomette a critica le tradizioni di un fatto, e inserisce perfino dei documenti, insomma con Tucidide la storiografia raggiunge la sua piena maturità.
Poi Senofonte, che si fa portavoce di un'ideologia filospartana attribuendo all'allontanamento dagli antiqui mores e dagli dei le cause della decadenza del suo tempo. Riprende la narrazione da Tucidide, che a sua volte l'aveva ripresa da Erodono, contribuendo alla trasmissione di un corpus relativo alla vita greca.
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