Nato dalla figlia di Ferdinando il Cattolico e dal figlio di Massimiliano I, ereditò oltre all’Impero, la corona di Spagna.
Idea imperiale di guida della cristianità, di mantenerla unita nella giustizia e nella fede.
Nel suo soggiorno in Spagna (1517-20) Carlo aveva scontentato la nobiltà locale distribuendo molte cariche ecclesiastiche ai gentiluomini di Borgogna, irritando le città della Castiglia con la richiesta di nuove tasse. Poco dopo la sua partenza per la Germania scoppiò la rivolta: nata come coalizione di città che volevano la propria autonomia (rivolta dei comuneros = dei cittadini), assunse presto carattere antifeudale. Il timore di un sovvertimento delle gerarchie sociali spiega il favore iniziale dell’aristocrazia riguardo la rivolta. Carlo V iniziò a rispettare maggiormente i suoi sudditi spagnoli (16 anni su 40 soggiornò in Spagna; gli spagnoli furono in misura crescente i suoi capitani e consiglieri; si sposò con l’infanta del Portogallo, Isabella alla quale fu affidata la reggenza quando egli era assente). I castigliani ressero il peso finanziario delle guerre di Carlo e, allo stesso tempo, trassero i maggiori benefici in termini d’impiego e di possedimenti europei.
In Germania ci fu il problema luterano.
Dopo il 1520 Carlo V fu occupato dalla questione Italiana. La Francia (Francesco I) doveva cercare di rompere
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