Da una testimonianza di una giovane di nome Maria, che accusa il figlio del suo padrone di averla violentata, emerge il senso del fluire del tempo, una forma di individuazione e di memoria dei suoi ritmi, che sono lontanissimi dai nostri, e che hanno le loro radici in una quotidianità in cui il ruotare del cosmo, la natura e il lavoro hanno il primo posto. Il tempo allora, infatti, non era scandito dai tempi dell'orologio e del calendario, ma da quelli della campagna della chiesa e soprattutto dei lavori dei campi, della produzione agricola, delle semine e dei raccolti. Infatti, il segno della fine della giornata era dato dal suono della campana dell'Avemaria. Inoltre, fino all'età Napoleonica, le 24 ore del giorno erano misurate a partire dal calare del sole. Tale sistema era del tutto inaffidabile, poiché l'ora del tramonto varia continuamente nel corso dell'anno. Ciononostante questo metodo era ottimale per gli uomini di quel tempo in quanto segnalava la conclusione della giornata lavorativa, e l'unica premura dei contadini era di finire i lavori prima del buio. Continua »
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