Roberta Casadei VE LA RIVOLUZIONE RUSSA Nel 1905 la Russia ricopriva grandi territori, nel 1894 era salito al potere Nicola Romanov II, l'economia era prosperosa, il benessere era limitato all'esercito e alla nobiltà, le condizioni dei contadini non erano di fatto cambiate dall'abolizione della servitù della gleba. Nel 1905 avviene un'insurrezione contro lo zar, con la richiesta della costituzione. Nicola II, contro il socialismo, rifiuta l'invito alla moderazione e attua una repressione violenta. Le monarchie di tutta Europa lo appoggiano. Guglielmo II, in Germania, abolisce le leggi contro i socialisti, ma lo zar non avverte il cambiare dei tempi. La capitale prende il nome di Pietrogrado (Pietroburgo come nome suonavo troppo tedesco). Scoppiano focolai, si richiede la fine della guerra. Viene fatto fuoco sui dimostranti, ai funerali delle vittime partecipa tutto il popolo. Nicola II scioglie la Duma (parlamento a suffragio strettissimo in cui sono presenti i nobili e parte della grossa borghesia). La guerra mondiale mette a nudo le debolezze di un paese arretrato come la Russia. Le truppe russe dopo quattro anni di fronte e numerose sconfitte, cominciano a sentirsi insoddisfatte. Malumore e scontento si diffondono tra la popolazione contadina, che il più delle volte non era a conoscenza dei motivi della guerra. Contadini, soldati, operai e il piccolo partito socialista approfittano della situazione per mettere in moto un processo rivoluzionario, che si limitava inizialmente a chiedere l'abolizione dello zar e l'eliminazione dell'autocrazia. Non esisteva un vero e proprio parlamento. Si trattava ancora di una rivoluzione democratica. Il 27 febbraio 1917 viene occupata la fortezza di Pietrogrado. In marzo il regime zarista viene abbattuto dalla rivolta degli operai e dei soldati di Pietrogrado, i Romanov lasciano il potere il 2 marzo. La polizia zarista viene sostituita con la milizia popolare. Vengono aperte le prigioni e liberati gli oppositori politici. Viene istituito un governo provvisorio di orientamento liberale, il cui obiettivo è quello di continuare la guerra. Il principe Llov è presidente del governo, in cui, un po' alla volta entrano i socialisti, il cui leader è Kerenskij. PARTITI: cadetti: costituzionali-democratici; menscevichi e bolscevichi: ispirati ai modelli socialdemocratici europei, sono più vicini agli operai; socialisti rivoluzionari: interpretano le aspirazioni delle masse contadine. I bolscevichi rifiutano la partecipazione al potere. Il governo rivoluzionario non accoglie la richiesta popolare di cessare la guerra. Aumenta lo scontento. In aprile Lenin, leader del partito dei bolscevichi, rientra in Russia dalla Svizzera, diffonde le “tesi di aprile”, un documento in cui pone il problema della presa del potere, rovesciando la teoria marxista secondo cui la rivoluzione proletaria sarebbe scoppiata prima nei paesi sviluppati. L'obiettivo era di conquistare la maggioranza nei Soviet (comitato esecutivo, consig Continua »
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