I «giovani» non sono sempre esistiti, almeno come, li intendiamo noi oggi: un gruppo sociale caratterizzato da valori, simboli e gusti propri. Può essere capitato nel passato, ad esempio nell'Inghilterra del Seicento, che dei giovani siano scesi in piazza per reclamare i loro diritti, o che in altre circostanze si siano ritrovati in particolari associazioni, come in quelle studentesche.
La svolta si ebbe negli Stati Uniti, a partire dagli anni '50, quando una nuova generazione di ragazzi prese a manifestare un'ansia esistenziale sempre più violenta e sconosciuta alle precedenti generazioni, trovando come centro propulsore l'università, dove la scolarizzazione di massa aveva concentrato un ceto studentesco più numeroso e socialmente più articolato.
Non sono ben chiari i motivi che spinsero quei giovani ad assumere un atteggiamento di ribellione e di crescente insofferenza verso i miti, i valori e i divieti della società degli adulti. Quel che possiamo notare è che, finita la guerra, negli anni '50 gli USA vissero una stagione di grande sviluppo economico: l'ampliamento del mercato permise a molti ragazzi di trovare un'occupazione, nella maggior parte dei casi part-time, mentre nel contempo era notevolmente aumentato il sostegno economico dato loro dai genitori.
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