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Cesare, appunto biografico per un generale e uomo politico, oratore e scrittore di vasto ingegno, pronto e versatile,; una delle più grandi figure della storia di Roma (file.doc, 2 pag) ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da

Giulio Cesare - CAIO GILIO CESARE - Generale e uomo politico, oratore e scrittore di vasto ingegno, pronto e versatile, Cesare è una delle più grandi figure della storia di Roma. Nato a Roma nel 102 (o nel 100) a.C. dalla patrizia gens Giulia (una delle più antiche Gens romane e direttamente discendente dei primi fondatori), fu bandito giovanissimo (con le liste di proscrizione), dalla reazione di Silla, per i suoi legami di parentela con Cinna e Mario e per l'appartenenza al partito popolare. Combatté in Oriente per terra e mare; tornato a Roma, dopo la morte di Silla, fu tra i fautori della politica democratica ostile al Senato, rappresentata prima da Crasso e da Pompeo, poi unicamente da Crasso e, in forma radicale, anche da Catilina (appoggiato segretamente dallo stesso Cesare sembra). Per conquistarsi il favore del popolo spese somme enormi di denaro e si trovò il più delle volte in imbarazzanti debiti dai quali usciva soprattutto grazie agli aiuti finanziari dell'amico Crasso. Nel 63 a.C. era pontefice massimo, nel 62 pretore, nel 61 pretore per la Spagna; ma la fase decisiva della sua vita comincia nel 60, quando, sorto un dissidio tra il Senato e Pompeo, Cesare concluse, con Pompeo stesso e con Crasso, quell'accordo fra cittadini privati che portò al primo triumvirato e che rendeva i tre uomini sostanzialmente arbitri della repubblica romana. Cesare poté quindi ottenere il consolato nel 59, e nel 58 il governo (sino al 51) della Gallia Transalpina e Cisalpina e dell'Illiria. In questo periodo portò a termine la conquista della Gallia, dando saggio del suo genio di condottiero e abile generale: sottomise infatti gli Elvezi, i Belgi e tutte le popolazioni costiere dell'atlantico fra i Pirenei e il Reno, vinse le genti germaniche penetrate il Gallia respingendole sino in Britannia e Germania e soffocò la pericolosa rivolta capeggiata da Vercingetorige che rischiò di compromettere tutte le sue conquiste. Intanto morto Crasso, riavvicinatosi Pompeo al Senato, era maturato tra Cesare e Pompeo un conflitto che appariva insanabile. Volendo Cesare porre la sua candidatura a console, gli fu imposto dal Senato l'abbandono del comando in Gallia e il ritorno a cittadino libero. Dichiarato nemico pubblico per non aver ottemperato a tale ingiunzione, Cesare con mossa audacissima, passo nel 49 il Rubiconde, confine tra l'Italia propriamente detta e la Gallia Cisalpina (in tale occasione pronunciò la famosissima frase “alea iacta est!” ovvero “il dado è tratto”), e marciò su Roma, obbligando Pompeo, i consoli e il Senato, colti di sorpresa, a riparare a Durazzo. Aveva così inizio la guerra civile, che vedeva ben presto Cesare prevalere sulle forze pompeiane di Spagna e della greca Marsiglia. Eletto quindi console per il 48, sconfiggeva definitivamente Pompeo a Farsalo, rendendosi padrone dello Stato. Seguirono le campagne vittoriose di Alessandria contro il re Tolomeo (per vendicare il gesto vile di Tolomeo che aveva ucciso l'avve Continua »

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