Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio e intraprese la carriera militare in Corsica fino al 1793, quando la sua famiglia si trasferì in Francia. Lì si unì all’esercito come ufficiale, ma la sua scalata al potere fu permessa dalla sua amicizia con il potente Barras, membro del Direttorio.
Una delle sue prime gesta fu la repressione di un’insurrezione monarchica del 1795 contro la Convenzione. Da lì la sua carriera iniziò a svilupparsi sempre più fino al 1797. In quell’anno infatti il Direttorio, così come era già successo nel 1792 a opera dei girondini, decide di risolvere i problemi interni della rivoluzione mediante una politica estera incentrata sulla guerra. Fu deciso infatti di proseguire alla conquista dell’Austria, con l’invio di tre truppe: due che puntavano su Vienna e una diretta invece in Italia con lo scopo di distrarre l’avanzata verso la capitale; quest’ultima truppa fu affidata a Napoleone.
Mentre le prime due incontrarono solo sconfitte, la terza, grazie all’abile strategia militare di Napoleone, riuscì a ottenere grandi successi, e nel corso del biennio 1797-99 la Francia ottenne il controllo di quasi tutta la penisola italiana.
La conquista dell’Italia.
La conquista francese fu per molti versi vista come una vera e propria liberazione. Già a partire dal 1790, infatti, i sovrani italiani “illuminati”, spaventati dai moti della rivoluzione francese, avevano interrotto il loro programma di riforme, ripristinando duramente l’Antico regime. Si erano così sviluppati movimenti ispirai a quelli francesi, quale primo fra tutti il movimento giacobino italiano, che aderivano agli ideali di libertà, giustizia e uguaglianza della rivoluzione. Fra i leader di tali moti si può ricordare Filippo Buonarroti, arrestato poi durante la congiura degli Eguali e successivamente esiliato.
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