La rivoluzione francese è l'evento che segna la fine dell'età moderna , iniziata nel 1492, e sancisce l'inizio dell'età contemporanea; questa rivoluzione è considerata la più violenta, ed è anche quella che ha messo in maggior evidenza i problemi della società.
Alla fine del ‘700 , a capo della Francia c'era ancora il Re Luigi XVI, il quale poteva agire liberamente e senza l'opposizione degli Stati generali che erano stati chiusi nel 1615 da Richelieu; nel 1780 però, viene richiesta l'apertura del parlamento a causa di una serie di motivi:
Nessun ordine era contento di un potere cosi assolutistico.
L'economia era sempre più fragile (anche a causa dell'aiuto ai coloni) , quindi i ministri nominati dal Re (Necker e Calonne) caricavano la povera gente di tasse altissime.
Gli ordini più alti godevano di troppi privilegi soprattutto di tipo economico (chiedevano soldi ai più poveri e non pagavano le tasse).
La propaganda illuminista spingeva a chiedere più diritti, soprattutto attraverso la pubblicazione di addirittura 60000 documenti di denuncia come i Pamphlet o i Cahiers des doleances .
Quando nel 1788 il Re tenta di imporre una nuova tassa sulla terra la situazione degenera, e per paura di una sommossa vengono annunciati la riapertura degli Stati Generali e il licenziamento del ministro Calonne; il Re vorrebbe comunque cercare di evitare la riapertura prendendosi un anno di tempo, ma le proteste continuarono ad aumentare, soprattutto da parte dei tribunali locali che vedevano le loro decisione sempre bocciate da Luigi.
Il 5 maggio del 1789 gli Stati generali vengono definitivamente riaperti, composti da 1139 rappresentanti suddivisi tra i vari ordini (231 clero, 270 nobiltà, 578 terzo stato); dopo la riapertura però, nascono due problemi.
Innanzitutto bisognava risolvere il problema della verifica delle credenziali, che consisteva nel controllo di reddito e debiti per eleggere i deputati; questi controlli venivano svolti a porte chiuse e spesso non erano regolari, perciò il terzo stato avanza la richiesta di svolgere le ispezioni a porte aperte, trovando una forte opposizione da parte di Re e Clero.
Continua »