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il boom economico: Il boom economico dopo la seconda guerra mondiale (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da valy20diavoletta

Untitled BOOM ECONOMICO Come per molti stati, anche in Italia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, seguì un periodo di profonde trasformazioni sociali, economici e culturali. Già nella prima metà degl'anni '50, si ebbe una fase di crescita economica; si svilupparono specialmente l'industria meccanica, elettromeccanica e siderurgica. A fianco dell'impresa privata, si ampliò anche il settore dell'industria a partecipazione statale, e in questo modo crebbero molto l'industria chimica, siderurgica e il settore cantieristico. Da questo nuovo decennio, l'Italia divenne una nazione decisamente industriale, mentre prima era un paese prevalentemente basato sull'agricoltura. Lo sviluppo dell'industria venne favorito da una grande quantità di manodopera a basso costo, spesso fornita da lavoratori meridionali, che in questo periodo iniziavano a emigrare in moltissimi, verso le regioni industrializzate. Il basso costo, consentì di mantenere bassi i prezzi dei prodotti italiani, che risultavano così molto competitivi sul mercato. I risultati raggiunti dall'economia italiana fecero parlare di miracolo economico: il benessere cominciava a diffondersi; i suoi simboli erano le automobili di piccola cilindrata, gli elettrodomestici e il turismo di massa. Questo benessere però non toccava gli operai meno qualificati, che rappresentavano la stragrande maggioranza della popolazione; i salari erano troppo bassi, le condizioni di lavoro erano molti pesanti e gli ambienti dove lavoravano erano spesso malsani. Lo sviluppo industriale fu rapido e travolgente, ma anche pieno di squilibri e di limiti. L'agricoltura non era più in grado di produrre i generi alimentari necessari, che dovettero essere importati, sottolineando la dipendenza italiana dell'estero. L'emigrazioni di molti meridionali verso il Nord spopolò alcune zone del Sud; inoltre la questione meridionale si fece più grave perché, mentre il Nord era industrializzato, il Sud rimaneva sottosviluppata e ancora legata all'agricoltura, caratterizzata da analfabetismo, arretratezza e zone spopolate o popolate da anziani. Lo stato cercò di favorire gli sviluppi del mezzogiorno, ma furono solo sprechi delle risorse perché non si ebbero risultati. Verso la fine degl'anni '50 lo sviluppo iniziò a rallentare, e le conseguenze furono l'elevato numero di industrie con troppi operai, la difficoltà nell'assumere manodopera a basso costo, quindi aumento dei prezzi, che cominciavano a rendere meno competitiva l'Italia sul mercato. La classe operaia e i sindacati, fecero manifestazioni per denunciare le condizioni di questo ceto, e riuscirono ad ottenere salari più alti che migliorarono la loro vita. Nel luglio 1960, venne chiamato come presidente del Consiglio Fernando Tambroni, che creò, nonostante l'opposizione, un governo sostenuto in Parlamento da un partito di ispirazione fascista, il Movimento Sociale Italiano. Ma la disapprovazione del popolo si fece sentire, organizzando manifestazioni, che nonostante la morte di alcune vit Continua »

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