CASE DI CITTA' E DI CAMPAGNA CASE DI CITTA' E DI CAMPAGNA Gli scrittori che si sono occupati del Giappone hanno spesso criticato la mancanza di edifici sontuosi e imponenti dal punto di vista architettonico; e l'hanno spiegata col fatto che in quel paese, scosso da frequenti terremoti, non si può durante nessuna costruzione maestosa o fabbricato di proporzioni gigantesche. E tuttavia costruzioni di questo tipo esistono, e sono esistite da secoli, come dimostrano non solo i templi vetusti e le pagode imponenti, ma anche i castelli dei Daimyo soprattutto quelli di Kuramoto e Nagoya. Se si sapesse la verità, si scoprirebbe che le rivoluzioni e le guerre sono state alcuni dei principali agenti distruttivi, che hanno cancellato quasi tutte le grandi opere architettoniche che probabilmente in passato esistevano in Giappone. Aimè Humbert considera i palazzi o castelli dei Daimyo delle autentiche meraviglie e osserva giustamente: «In generale, la sontuosità del dettaglio è meno ambita dell'effetto generale prodotto dalla grandiosità e armonia delle proporzioni degli edifici. Da questo punto di vista, alcune dimore feudali del Giappone meritano di figurare fra i monumenti architettonici dell'Asia orientale». Anche per quanto riguarda l'architettura del Giappone, come agli altri argomenti, ci si deve porre un atteggiamento comprensivo nei confronti della popolazione, o se non altro bisogna essere aperti a un benevolo apprezzamento per la sua opera e le condizioni in cui è sorta. E soprattutto bisogna liberarsi da ogni idea preconcetta riguardo a ciò che dovrebbe essere una casa, e giudicare l'opera del costruttore giapponese unicamente dal punto di vista giapponese. Eccettuati i templi e i castelli, edifici pregevoli sotto il profilo architettonico non ce ne sono, almeno dal nostro punto di vista. E la situazione può essere spiegata dal fatto che il concetto di abitare in condominio non ha mai fatto breccia nella mentalità giapponese, tranne nel caso degli alloggiamenti militari degli yashiki; tutte le famiglie, salvo poche eccezioni, riescono a vivere in una casa per conto loro. Quando si considerano i templi giapponesi si dovrebbe tener conto anche delle funzioni religiose che vi si tengono e soprattutto del modo in cui i fedeli usufruiscono di questi edifici fuori dal comune. E quando l'intelligenza abbia finalmente compreso tutto ciò, i templi cominciano ad assumere nuovo aspetto; e ciò che prima sembrava stravagante e assurdo, adesso diventa ricco di significato e di fascino. Bisogna ammettere che esiste qualcosa di veramente solenne nella grandiosità e nell'imponenza dei templi, con i loro tetti di tegole massicce che si incurvano superbamente all'insù e le gronde che creano un'ampia zona d'ombra e nascondono un complicato intrico di sostegni e di intagli; mentre il tutto grava sui colossali pilastri rotondi fissati e collegati fra loro da tavole altrettanto possenti. Non c'è dubbio che esercitino sui giapponesi un effetto incredibilmente suggestivo Continua »