BENITO MUSSOLI BENITO MUSSOLI Si chiamava Benito Mussolini. Il Padre, Alessandro Mussolini ammirato dalle gesta di Benito Juarez, impose questo nome al suo primo figlio quando nacque il 30-7-1883. La moglie, insegnante e madre di questo bambino (in mezzo a molta miseria - dove metà della popolazione di Dovia nell'arco di pochi anni era emigrata in Brasile), fu anche la maestra di suo figlio. E lui stesso poi prese il diploma di insegnante elementare, frequentando la Scuola dei preti Salesiani di Forlimpopoli. In questa scuola fu descritto come: "Giovane irruente, impulsivo, ribelle, ma molto intelligente" anche se una nota del direttore inviata ai genitori puntualizzava che "...la sua natura non é acconcia a un sistema di educazione di un Collegio Salesiano". Di lui come ragazzo, gli amici coetanei dicevano "non discute, picchia". Ma era anche intelligente ed estroso, visto che a scuola in un tema "Il tempo è danaro" fece lo svolgimento in una sola riga su un pezzetto di carta che consegnò all'assistente dove si leggeva; "Il tempo é moneta, perciò vado a casa a studiare geometria, perché sono vicini gli esami, non le pare signor professore la cosa più logica?". Il Consiglio dei Professori, riunitosi d'urgenza per mantenere alto il prestigio della scuola e il rispetto verso coloro che la frequentavano, sospese dalle lezioni per dieci giorni il ragazzo e inviò al padre una nota che raccontava il fatto, comunicava la sospensione e concludeva "voglia provvedere acciocchè il Figlio Suo non resti inoperoso per tanto tempo".Ma il ragazzo non studiava solo Geometria, ma Storia, Politica, Musica, Poesia. Divenne infine Maestro, ma il fascino di arringare la folla era il suo debole, tenne discorsi celebrativi su Verdi, Garibaldi e altri, che entusiasmavano i presenti con le arringhe, dove poi, quasi sempre, lui sconfinava nella politica più accesa, coinvolgendo le masse con i suoi caratteristici atteggiamenti e una passionale oratoria. Di Gustav Le Bon "Psicologia della folle" aveva imparato tutto. Sarà lui più tardi, quando era ormai al potere come Duce, a confermarlo "Ho letto tutta l'opera di Le Bon - diceva Mussolini- e non so quante volte abbia riletto la sua "Psicologia delle folle" E' un opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno". Diplomatosi maestro, insegnava a Gualtieri (che era il primo comune conquistato in Italia dai Socialisti), ma presto, pur avendolo nominato i socialisti Capo Sezione, gli venne a noia e emigrò in Svizzera. Due anni e mezzo in giro a fare lo sfaccendato, il disoccupato, il poveraccio, l'insegnante di italiano agli immigrati; non sempre guadagnava qualcosa per sfamarsi; ma intanto frequentava le lezioni di economia-politica di Vilfredo Pareto il grande economista (borghese) che insegnava a Losanna; e nel frattempo leggeva molto.Sue letture preferite: Nietzsche, Marx, Schopenhauer. E scrive anche qualcosa. Ma nei suoi primi scritti non esordisce rivoluzionario; usa il gergo socialista che ha assorbito a casa, an Continua »
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