La Rivoluzione francese: Le cause e i motivi pi importanti della Rivoluzione francese. (file.doc, 11 pag) ( formato doc)

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LA RIVOLUZIONE LA RIVOLUZIONE FRANCESE La situazione in Francia prima della Rivoluzione: ? Nel corso degli anni Ottanta del 700 i controllori delle finanze di Luigi XVI furono costretti ad avanzare proposte di riforma, tutte volte a diminuire i privilegi fiscali di cui godevano l' aristocrazia e il clero. Cos?'inizio della rivoluzione francese, definito "fase nobiliare", si present?me resistenza di tutti i ceti interessati al mantenimento delle "libert?contro misure volute dal "dispotismo ministeriale". Alla protesta dei parlamentari, dell'aristocrazia e del clero si un?l sostegno dell'opinione pubblica e soprattutto quello della popolazione che non protestava per salvaguardare i privilegi altrui, ma per esprimere il loro dissenso verso l' organizzazione sociale che faceva pesare loro sempre di pi? tasse e gli aumenti di prezzi. ? In questa situazione la soluzione migliore per tutti sembr? convocazione degli Stati Generali, un'assemblea che rappresentava la societ?rancese nel suo complesso. Le varie parti in causa avevano aspettative molto diverse: il re e la corte pensavano di ottenere l'approvazione delle riforme fiscali; i ceti privilegiati volevano attraverso di essi ribadire il loro potere di interdizione sulle decisioni della Corona; la borghesia credeva di poteravviare cos?na riforma in senso liberale delle istituzioni; infine il popolo sperava di trovare ascolto per la propria protesta. Probabilmente il fatto che questa assemblea non era stata pi?unita da 175 anni e che quindi i suoi compiti erano per lo pi?norati spiega come potesse esistere questa molteplicit?i aspettative. Ma nacquero subito diversi problemi; infatti il Terzo Stato richiesero subito due condizioni: 1) il numero dei loro rappresentanti doveva essere raddoppiato rispetto a quello degli altri due ordini e 2) la futura Assemblea doveva funzionare come un organismo unitario, conteggiando i voti dei singoli deputati. Quest'ultima richiesta era di notevole valore, poich?n precedenza si aveva sempre considerato i voti per ogni ordine, cos?he i ceti privilegiati vincevano sempre sul Terzo Stato che si ritrovava da solo. Inoltre rifiutare il voto "per ordine" significava abbandonare la tradizionale concezione della societ?ome organismo tripartito, sostituendo ad essa quella di una societ?ntesa come insieme di cittadini. Il Controllore delle Finanze, che era da poco ritornato ad essere Necker, accett? aumentare il numero dei deputati del Terzo Stato, ma lasci? sospeso la questione del voto per testa. A questo punto il conflitto tra l' aristocrazia e il clero, da un lato, e il Terzo Stato dall'altro si fece pi?plicito. Ben presto si tennero le elezioni per la scelta dei deputati agli Stati Generali. E' importante ricordare che i rappresentanti del basso clero risultarono pochissimi, mentre quelli del popolo appartenevano tutti ai ceti medi e superiori. Queste persone dovevano raccogliere in un quaderno tutte le loro rimostranze che, sebbene con motivazioni differenti, condannavan Continua »

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