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Aspetti della civiltà romana (dalla vita quotidiana al lavoro); L’impianto urbanistico (dall'età arcaica alla Roma religiosa) (2 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da ansa89

Roma antica Roma antica Aspetti della civiltà romana: La vita quotidiana. La famiglia era di tipo nucleare; l'autorità apparteneva al paterfamilias, il quale aveva potere assoluto su tutti i membri della famiglia: le donne venivano attribuite ad uno sposo per interessi economici e non potevano chiedere il divorzio. Il lavoro. Il lavoro si differenziava in base ai ceti d'appartenenza: le persone dei ceti più alti non lavoravano le loro terre, ma le facevano coltivare dagli schiavi; per i patrizi la ricchezza era rappresentata dall'estensione dei propri appezzamenti di terreno coltivabile. I ceti meno abbienti svolgevano mansioni più modeste per quanto riguarda il reddito che ne derivava, ma non per questo meno importanti: erano loro che rifornivano la città di cibo, di attrezzi e di materiale d'artigianato. Infine gli schiavi svolgevano i lavori più pesanti e stancanti. Inizialmente il commercio veniva controllato dallo Stato, che decideva quali beni importare e quali esportare; poi, con l'arrivo di Augusto e della Pax romana, venne favorito dall'unificazione della moneta dalla politica liberista. Mangiare e vestirsi. La dieta romana era principalmente composta da tre elementi: grano (importato dall'Egitto), olio (proveniente dal sud Italia) e vino. Il grano era alla base dell'alimentazione dei poveri che lo usavano per preparare focacce insaporite con cipolla, aglio, cavolo e altri tipi di cereali. Inoltre erano molto diffuse minestre di fave e ceci; il dolcificante più usato era il miele. I ceti più elevati mangiavano, sui triclini, cibi prelibati come cacciagione o crostacei e per loro il pasto era molto importante. Gli uomini indossavano tuniche strette e a vita alta, ma per le occasioni più importanti utilizzavano una toga in lana o cotone. Le donne usavano una stola ed entrambi calzavano ai piedi sandali. Abitare a Roma. I ricchi proprietari terrieri abitavano casse singole chiamate domus. Esse si alzavano su due piani, ciascuno dei quali poteva arrivare a 1000 m2 di estensione. La domus si affacciava su due strade insieme ai negozi di alimentari e altri oggetti, chiamati tabernae. Le abitazioni della plebe si chiamavano insulae ed erano dei grandi palazzi di quattro o cinque piani che potevano raggiungere anche i venti metri di altezza. Per questo erano pericolosi (si incendiavano o crollavano facilmente), antiestetici e antigenici (non vi era l'acqua corrente). Il tempo libero. Per i patrizi un giorno su due era festivo e lo trascorrevano alle terme o in un teatro o al circo. Alle terme vi si andava per la cura e l'igiene personale, ma rappresentavano anche un centro di scambio sociale. Erano costruite con un'intercapedine che doveva fare passare il calore per riscaldare l'acqua delle varie stanze e saune (tiepidarium, frigidarium, caldarium). A teatro si assisteva alla presentazione di tragedie o commedie con un sottofondo musicale. Nel circo si svolgevano le corse a cavallo o con le bighe. In particolare questi intrattenimenti si svilup Continua »

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