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Dalla civiltà sumerica a quella babilonese: Appunti sui Babilonesi (Il codice di Ammurabi, la matematica e l'astronomia), Ittiti, Assiri. (4 pg - formato word) ( formato doc)

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DALLA CIVILTÀ SUMERICA A QUELLA BABILONESE DALLA CIVILTÀ SUMERICA A QUELLA BABILONESE La civiltà sumerica raggiunse il suo più alto splendore tra il 2200 e il 2000 a.C. In quel periodo le diverse città di unirono in una federazione sotto la guida della città di Ur, la più ricca e la più potente tra tutte le città. Verso il 2000 a.C. la regione dei Sumeri fu invasa dal popolo degli Amorrei, rozzi seminomadi che imposero il loro dominio sulle fiorenti città dei Sumeri. Sembrava che l'antichissima civiltà sumerica fosse giunta alla fine. Ma, dopo un periodo di contrasti, si attuò fra i due popoli una pacifica convivenza e, in contatto con i civili Sumeri, anche gli Amorrei fecero grandi progressi, e una splendida civiltà riprese a fiorire sulla terra dei fiumi Tigri e Eufrate. Il centro di questa nuova civiltà fu Babilonia, una città formatasi nella zona media della Mesopotamia, che era destinata a diventare una delle maggiori metropoli del mondo antico. Dal suo nome, la civiltà che fiorì nella regione fu detta Babilonese. Essa fu, in realtà, il proseguimento dell'antica civiltà sumerica, la quale aveva ripreso il suo sviluppo su una zona più vasta e con l'apporto di un altro popolo. IL CODICE DI AMMURABI Babilonia diventò la capitale di un vasto Stato. Un Impero che comprendeva l'intera Mesopotamia, dal Golfo Persico fino all'Assiria (a nord) e si spingeva fino al Mediterraneo e all'Asia Minore (attuale Turchia). Uno Stato così esteso era un tipo di organizzazione politica ancora sconosciuta ai popoli antichi, abituati a vivere negli Stati-Città. Vi era un solo re, che risiedeva a Babilonia e che si considerava, come nelle antiche civiltà sumeriche, mandato dagli dei. Lo assisteva un consiglio di sacerdoti, che scrutavano il cielo per conoscere la volontà dei padroni celesti. Questo tentativo di unificare le varie città stato non ebbe, tuttavia, un successo duraturo, perché era costrastato dalle singole città, ognuna delle quali preferiva continuare una sua vita autonoma. Il più noto dei sovrani di Babilonia fu Ammurabi, che legò ìl suo nome ad una grande opera di pace: il Codice delle Leggi. una raccolta in cui eglì riunì le leggi e le usanze. Egli provvide a fare incidere il Codice su una colonna di marmo nero, che è giunta fino a noi e viene conservata a Parigi nel Museo del Louvre. Il Codice di Ammurabi è composto di 300 articoli e di circa 3600 righe a caratteri cuneiformi. È il documento più importante che esista nella storia della razza umana, raccoglie le prime leggi scritte che l'uomo si è dato nel mondo e sta a documentare la splendida e matura civiltà di un popolo che quattromila anni fa scriveva queste parole: “Le presenti leggi sono siate incise nel marmo perché la giustizia sia nota a tutti, per distruggere i malvagi e i malfattori e per impedire che i forti opprimano i deboli. Ecco alcuni articoli del Codice: "Se qualcuno ha trascurato di rafforzare gli argini e l'acqua vi apre una breccia inondando i campi, costui sarà condan Continua »

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