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Commento su Antonio Gramsci. (4 pg - formato word) ( formato doc)

VOTO: Appunto inviato da vincenzo2

A A. Gramsci: Coscienza critica di un secolo di storia del nostro Paese Gramsci, ha scritto Togliatti, con lui fondatore del PCI nel 1921, è "la co scienza critica di un secolo di storia del nostro Paese". Per questo, mezzo secolo dopo che il cervello e la penna di quest'uomo si sono ferma te, le sue riflessioni si rivelano profondamente attuali e suscitano l'interesse dei giova ni, così che la sua opera assume per noi il valore di un classico. Egli ha scritto: "Tutti vogliono essere aratori della storia, avere parti attive. Nes suno vuol essere concio della storia. Ma può ararsi senza prima ingrassare la terrà dunque, ci deve essere l'aratore ed il concio". Il concio, il letame per concimare la terra, è questo che Gramsci è stato. E da concio arriva a fertilizzare il terreno fino a noi, aprendoci un eccezionale orizzon te conoscitivo su processi storici, da lui colti allo stato germinativo, ma di cui aveva intuito gli sviluppi. È, infatti, lo specchio critico in cui leggiamo le caratteristiche essenziali del Novecento. In particolare, egli si pose il problema della costruzione dell'egemonia, dell'evocazione del più ampio consenso possibile, consapevole dell'ormai inarrestabile irruzione delle masse sul terreno della storia e del profondo legame tra politica ed economia, tra Stato e Società civile, nell'età del capitale di monopolio. Le direttrici di fondo della riflessione gramsciana sono costituite dal ripensamento teorico del marxismo e dalla originale ed acuta analisi delle specifiche forme della conquista del potere in Italia. È per questo che Gramsci è considerato uno dei più significativi rappresentanti del marxismo teorico del Novecento ed insieme il fondatore della "via italiana al socialismo". In primo luogo, Gramsci rilesse Marx attraverso la lezione di Lenin, riconducendolo alla radice hegeliana e ponendo l'accento sulla centralità della dialettica. Egli difende la specificità del marxismo, opponendosi tanto alla deformazione positivistica operata dalla Seconda Internazionale, che riduceva il marxismo a teoria economica, considerando la storia esclusivamente come storia di rapporti materiali di produzione, tanto al neoidealismo crociano ed al suo concetto di storia etico-politica.Se contro i revisionisti Gramsci fa valere il principio della dialettica, contro la filosofia crociana, la filosofia prevalente presso gli intellettuali laici e liberali del nostro Paese, fa valere il principio della "Storia integrale". Scrive Gramsci: "La storia etico-politica, in quanto prescinde dal concetto di blocco storico, in cui contenuto economico-sociale e forma etico-politica si identificano concretamente nella ricostruzione dei vari periodi storici, è nient'altro che una presentazione polemica di filosofemi più o meno interessanti, ma non è storia". La "storia integrale" è insieme storia dei rapporti materiali di produzione e storia etico-politica, cioè è storia del rapporto dialettico tra prassi e teoria. Infatti, scrive Gramsci, "le idee non na Continua »

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