Differenze tra la I e la II Rivoluzione Industriale

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Approfondimento storico sulla I e II rivoluzione industriale. (2 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

Federica Bocco Torino, 20 novembre 2001 “Differenze tra la I e la II Rivoluzione Industriale” La I Rivoluzione Industriale comprende il periodo che va dalla fine del `700 al 1870-75. E' una "rivoluzione" poiché segna il passaggio definitivo da un'economia di sussistenza ad un'economia di mercato, con cambiamenti irreversibili non solo in campo economico ma anche culturale e sociale. La rivoluzione dei trasporti, l'incremento demografico, la rivoluzione causata dall'uso del ferro e del carbone e la rivoluzione agraria, che porta allo sfruttamento razionale ed intensivo della terra, all'applicazione all'agricoltura dei prodotti industriali ed alla liberazione di manodopera agricola in seguito all'introduzione della macchina, hanno sicuramente favorito questa rivoluzione. La I Rivoluzione Industriale è caratterizzata dal capitalismo, cioè dall'accumulo di capitali in mano di pochi, fondato sul libero scambio, quindi sul liberismo economico. Inoltre viene accentuata la distinzione tra capitale e lavoro, mezzi di produzione e salari, capitalisti e proletari. Possiamo identificare nell'urbanesimo la principale conseguenza di questi cambiamenti; infatti la questione sociale è strettamente collegata a questo, in quanto con l'urbanesimo, avviene anche il passaggio dalla famiglia patriarcale a quella nucleare, si verificano i primi casi di alcoolismo, di criminalità e delle malattie da lavoro. La questione sociale si avvia a soluzione quando il proletariato acquista "coscienza di classe" e si organizza in associazione e sindacati. II Rivoluzione Industriale (dopo il 1870 alla I guerra mondiale) La II Rivoluzione Industriale determinò una nuova trasformazione rivoluzionaria nella vita e nelle prospettive dell'uomo. La politica imperialista indubbiamente favorì una generale stabilità e un diffuso sviluppo economico; i maggiori stati europei, infatti, alla ricerca di prestigio e di materie prime, si lanciano nella conquista del continente africano e di quello asiatico, forti della potenza dei loro eserciti. La politica di potenza favorisce gli industriali sia per l'abbondanza di materie prime sia per la facilità dei commerci sia per l'ingenza delle commesse statali, soprattutto nel settore degli armamenti; e si identifica inoltre con il protezionismo, per cui l'industria nazionale, soprattutto in settori come la siderurgia o l'agricoltura meccanizzata, cresce favorita dai dazi doganali. Infatti lo Stato, per tutelare gli industriali e gli agrari e le loro produzioni dalla concorrenza estera, applicarono tariffe doganali protezionistiche sui prodotti esteri concorrenziali. Assunsero un ruolo centrale in questo rinnovamento integrale sia le scoperte degli scienziati, sia il lavoro. Causa e conseguenza dello sviluppo industriale è il notevole sviluppo tecnologico: il vapore viene sostituito dal motore a scoppio, azionato dalla benzina, e da quello elettrico; l'elettricità garantisce l'illuminazione notturna stravolgendo i ritmi di vita nelle città;