Il feudalismo dopo l'impero Carolingio: L'appunto è un riassunto di storia sul feudalesimo e sull'impero carolingio. (1pg. file.doc) ( formato doc)

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Riassunto parziale (pg 256- pg 260) Il feudalesimo dopo l'impero Carolingio Le strutture politiche e militari dell'Impero Carolingio furono incapaci di opporre un'adeguata resistenza agli attacchi di Normanni, Saraceni ed Ungari, poiché, in mancanza di un potere centrale organizzato che fosse in grado di coordinare le trenta signorie territoriali che costituivano l'Impero nel 900, la crisi fu presto imminente. Nonostante la presenza di Conti e Marchesi, i veri attuatori della difesa del territorio furono i “signori locali” minori che diedero origine ad una corsa alla fortificazione che vide, tra il IX sec e il X sec, la nascita di centinaia di castelli. Queste non erano vere e proprie costruzioni in muratura, ma palizzate in legno che circondavano il borgo con un edificio principale che sorgeva su un' altura ed era chiamato “motta”. Le motivazioni di queste costruzioni non erano solo la difesa di territorio e popolazione, ma anche strumento di offesa contro altri signori terrieri, questo fenomeno fu detto Incastellamento. Il suddetto fenomeno diede origine ad una indipendenza vera e propria dei vassalli, che furono poi chiamati “signorie bannali”, e fu chiamato dagli storici attuali “mutazione feudale” per sottolineare la sua importanza. Inoltre esse ottennero poi, con il Capitolare di Quierzy, il riconoscimento dell'ereditarietà dei loro feudi. Lo strumento giuridico di questo periodo fu l'immunità che garantiva a chi la possedeva la capacità di impedire ai funzionari del re di esercitare il loro pubblico potere all'interno del proprio territorio e che divise questo in migliaia di parti autonome. La rinascita dell'Impero di Germania Nel 911 morì l'ultimo discendente del ramo orientale dei Carolingi, e i duchi tedeschi elessero re per primo Corrado, duca di Franconia, e in seguito Enrico, duca di Sassonia. Enrico combatté contro gli Ungari ma solo il figlio, Ottone I, suo erede li sconfisse definitivamente a Lechfeld nel 955. Ottone I dovette fronteggiare le rivolte dei duchi, per sottrarsi al loro controllo egli, incoronato imperatore dal Papa Giovanni XII, governò il suo regno servendosi di conti scelti fra vescovi e abati. I vescovi-conti ricevevano sia il potere spirituale (anello e pastorale), sia quello temporale (la spada). Così Ottone aveva tre risultati importanti: 1° la chiesa tedesca era subordinata all'impero e coinvolta nella sua difesa; 2° evitava la formazione di dinastie di conti (alla morte dei vescovi i poteri tornavano all'imperatore); 3° utilizzava come collaboratori gli uomini culturalmente più preparati de regno. In Italia Ottone riuscì a sottomettere i feudatari del Nord, nell'intento di ridare prestigio al pontificato, ma anche per esercitare un controllo sulla chiesa, Ottone emanò un atto, il privilegium Othonis. Con questo trattato Ottone affermava di possedere il diritto di confermare la carica del Papa e che quest'ultimo era obbligato ad incoronare imperatori solo i memb Continua »

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