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I giochi sacri: Appunto ben realizzato sui Giochi Olimpici dell'antica Grecia. (file.doc, 6 pag) ( formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da medea85

Ethan Frome I giochi sacri Alcune feste religiose elleniche erano famose soprattutto per le gare sportive o musicali che vi si svolgevano, e che costituivano la maggiore attrazione della festa stessa. I grandi giochi sacri si svolgevano periodicamente in diverse sedi per onorare la divinità locale protettrice. Queste feste avevano un significato panellenico (dal greco “???”, tutto, ed “????????σ”, greco), ossia riguardavano tutto il mondo greco. Quei giorni di festa e di sana competizione erano un momento di unità e coesione in un mondo diviso dai contrasti politici ed economici. Durante lo svolgimento delle manifestazioni, si proclamava la “tregua sacra” o “pace divina” (in greco “?????ρ??”) tra le città eventualmente in guerra, per permettere a tutti di parteciparvi. Gli atleti dovevano essere uomini liberi e avere entrambi i genitori greci; ogni atleta gareggiava individualmente e rappresentava la sua città. Erano ammessi alle gare e sulle gradinate degli stadi, solo gli uomini, con gli atleti che gareggiavano nudi - chiamati perciò anche “γ????δ?σ” (dal greco “γ????σ”, nudo). Le donne, rappresentate dalle sacerdotesse, erano escluse dai giochi panellenici, al massimo potevano prendere parte alla cerimonia dell'accensione del fuoco per la fiaccola e il tripode finale. I vincitori ricevevano premi diversi a seconda dei luoghi; inizialmente si trattava di oggetti simbolici (corone di foglie), ma più tardi furono aggiunti oggetti preziosi (vasi, coppe, piatti, scudi, ecc.) e talvolta denaro. Il desiderio di vittoria era fortissimo. Infatti il Greco gareggiava per vincere, per misurarsi con altri uomini ed affermare la propria forza e abilità. I vincitori guadagnavano la stima e l'affetto dei concittadini, ma erano esaltati in tutto il mondo greco e spesso celebrati dai poeti. I giochi panellenici erano: I Giochi Olimpici; I Giochi Istmici; I Giochi Pitici; I Giochi Nemei; I Giochi Panatenaici. I Giochi Olimpici La storia Secondo la tradizione le Olimpiadi (dal greco “???????σ,??δ?σ”, olimpiade) furono create dal mitico Pelope, che, per ottenere la mano di Ippodamia, sconfisse il padre di lei, Enomao, re di Pisa alla corsa coi carri. Enomao che, secondo le regole della gara, vincendo aveva già ucciso molti pretendenti della figlia, sconfitto da Pelope, che aveva ricevuto cavalli alati da Poseidone, si suicidò, oppure, secondo un'altra versione, morì per essere stato tradito dal suo auriga Mirtilo che gli manomise il carro. In onore del vecchio re morto vennero per la prima volta celebrati i Giochi Olimpici che, caduti in disuso, secondo la tradizione sarebbero stati ripristinati da Eracle, eroe dorico, al quale si attribuiva la fondazione del sacro recinto dell'Altis, il bosco sacro, e del santuario dedicato a Pelope. Ma la data ufficiale di inizio dei Giochi è il 776 a. C. In quell'anno Ifito, Continua »

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