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Interpretazione storiografiche del fascismo: Analisi del pensiero di Benedetto Croce, Piero Gobetti, Luigi Salvatorelli, Guido Dorso, Antonio Gramsci, De Felice, Bobbio (2 pagine formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da salvo1993

BENEDETTO CROCE (filosofo idealista e storico di orientamento liberale):
Come Giolitti, pensò di sfruttare e addomesticare il fascismo ma si ricredette dopo il delitto Matteotti, quando, nel 1925, redasse il manifesto degli intellettuali antifascisti come risposta a quello fascista di Gentile. Durante il fascismo rimase in Italia esercitando una blanda opposizione al regime dalla rivista “La Critica”. Secondo il suo parere il fascismo è una MALATTIA entrata in un corpo sano a causa della 1° guerra mondiale che presto verrà guarita tornando ad una istituzione democratica-liberale.

PIERO GOBETTI (fondò la rivista “Rivoluzione liberale”. Orientamento liberal-democratico. Emigrò a Parigi dove morì per i postumi di un pestaggio)
Il fascismo è la sintesi delle malattie storiche degli italiani: retorica, demagogia, trasformismo e cortigianeria. La storia italiana ha reso gli italiani degli ipocriti cortigiani disposti al compromesso. Ad essi è mancata l’educazione alla libertà e solo attraverso un lungo lavoro di sensibilizzazione e di rieducazione ad essa si uscirà dal fascismo.

LUIGI SALVATORELLI (aderì al movimento Giustizia e Libertà, fondato dai fratelli Roselli, basato sulla sintesi tra il pensiero socialista e liberale, che avrebbe unito la giustizia sociale alla libertà individuale)
Egli individua l’importanza della piccola-media borghesia nell’ascesa del fascismo. Fascismo è il risultato della rivolta (lotta di classe) della piccola e media borghesia, penalizzata dall’inflazione e dalla crisi economica, generate dalla 1° guerra. Continua »

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