Ordinamento politico repubblicano

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Descrizione dettagliata delle istituzioni repubblicane romane: magistrature (consoli, Senato, pretori, censori, edili, questori, plebe, secessione, dittatura), delle assemblee (comizi curiati-tributi-centuriati, concili della plebe) e il problema dell'ager romanus (5 pagine formato pdf)

L'ordinamento politico repubblicano

Già in età monarchica, sicuramente il re, con l'aumento delle attività pubbliche legato alla crescita della città, conseguente alle prime fasi di controllo delle realtà territoriali laziali, aveva delegato parte delle proprie funzioni a dei "collaboratori"
. Questi dovevano essere, senza dubbio, esponenti della classe senatoriale, poiché il Senato era l'assemblea composta dai principali esponenti delle antiche tribù. Sicuramente il passaggio all'età repubblicana fu conseguenza della volontà, da parte dell'oligarchia senatoria, di riprendere la posizione di potere che doveva ricoprire prima dell'affermazione dei Tarquini al potere.

Il passaggio alle istituzioni repubblicane fu, inoltre, anche conseguenza della volontà della componente latina e sabina di arginare il controllo delle attività economiche da parte della componente etrusca, che costituiva il cuore delle attività economiche e commerciali. È inoltre necessario puntualizzare che le istituzioni repubblicane non nacquero in concomitanza del passaggio dalla fase monarchica a quella repubblicana, ma furono conseguenza dei profondi cambiamenti che la società e la
politica subirono nella lunga fase dell'espansione territoriale di Roma dal Lazio alla penisola italica tutta.

A dimostrazione dì ciò si può citare l'impossibilità di fissare per alcune cariche magistratuali, come per esempio il consolato, l'anno di istituzione, mentre per altre si conosce l'anno di istituzione,
il nome di chi ha proposto la legge per l'istituzione e i motivi di istituzione della carica, come per esempio il tribuno della plebe. Schematizzando le istituzioni repubblicane secondo una piramide discendente, abbiamo:

A) LE MAGISTRATURE

CONSOLI → da consulo, "decidere" → la carica è doppia per impedire ad uno dei due consoli di prevaricare sulle altre istituzioni ed instaurare una forma di potere unica → ogni console ha diritto di veto sulle proposte o
azioni dell'altro console, esercitando in tal modo una chiara forma di controllo reciproco sulla legittimità delle azioni dei consoli. Per tale carica non si può fissare una data certa di istituzione, poiché nella prima fase
repubblicana non c'è testimonianza di questa carica. Sembra che essa sia stata lo sviluppo di due cariche collegate tra di loro nella sfera militare: la carica di magister populi e di magister equitum. Dopo il passaggio dalla
monarchia alla repubblica, infatti, in un primo momento il vertice del governo fu occupato dal capo della fanteria politica, il magister populi, intendendo qui per populus l'esercito. A tale carica militare era subordinata quella di magister equitum, cioè il comandante della cavalleria.