Otto Schoenhausen principe di Bismarck (1815-1898) è uno di quegli uomini che danno il nome alla loro epoca.
Alla ribalta della scena tedesca fin dal 1848, diviene un protagonista della storia europea da quando, nel 1862, il re di Prussia Guglielmo I lo crea cancelliere.
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L’origine sociale, il temperamento, le circostanze storiche contribuiscono a fare di lui “il cancelliere di ferro”. Nacque a Schoenhausen, sulla riva destra dell’Elba (a Ovest di Berlino, nella Germania centro-settentrionale, ovvero in una regione agraria, con sopravvivenze feudali). Apparteneva al ceto degli Junker, la classe privilegiata dei proprietari terrieri, che Bismarck rappresentava alla dieta berlinese nel 1848. Egli non è certo un uomo di principi, non ha un ideale coerente o costante.
DA BISMARK A HITLER (Clicca qui >>)
Come afferma Salvatorelli egli non può neppure essere considerato un conservatore puro, che creda nella bontà di un ordine eterno e di valori permanenti da difendere. Egli è, secondo lo storico citato (che invero dà un giudizio molto pesante del nostro personaggio), costantemente il difensore dei privilegi: dapprima dei suoi e della sua classe all’interno del regno di Prussia, poi della Prussia all’interno della Germania, infine, fondato l’impero, dello “status quo” esistente a tutto vantaggio del Reich.
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Nel 1848 e ancora per qualche anno osteggia violentemente il movimento liberale e democratico tedesco e simpatizza con l’Austria, tornata a essere il gendarme del vecchio ordine in Germania. Meglio l’Austria che il patriottismo liberale. Quanto a patriottismo Bismarck ne dimostra ben poco: basti citare il suo contributo a mettere all’asta la flotta tedesca.
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