Tucidide definisce aristocratica la politica di Pericle, a parole una democrazia. Però grazie a lui il popolo divenne prodigo e insubordinato. Perché aveva dato sussidi al demos. Da parsimonioso e operoso il popolo divenne scialacquatore e insubordinato. Cimmone aveva concesso molto al popolo, cosi Pericle, per non essere di meno, distribuì beni pubblici al popolo e si servì della moltitudine contro il consiglio dell’aeropago, anche se non ebbe mai fatto parte. Cercò di fare questo in modo da eliminare per ostracismo Cimmone, considerato filospartano; a questo punto Pericle aveva sempre più l’appoggio del popolo. Cimmone andò in esilio, ma ritornò per combattere a fianco del popolo. Pericle però lo allontanò ancora, e divenne quasi un eroe del popolo. Caddero però anche molti amici di Cimmone, e il popolo se ne compianse; Pericle allora si servì ancora dei questo fatto per tirarsi il popolo dalla sua parte, e richiamò ad Atene Cimmone. Pericle divenne allora potentissimo, tanto da essere temuto dagli aristocratici per paura che instauri una monarchia. La democrazia cercava quindi di essere un punto di equilibrio tra la tirannide e l’anarchia. Continua »
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