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Roma e l’avvento dell’impero: Analisi dell'avvento dell’impero Romano. "Augusto, primo imperatore dei romani, nipote di Cesare, che lo adottò nel 45 a.C. dichiarandolo suo erede..." (file.doc, 4 pag). ( formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da angel1789

Roma e l'avvento dell'impero Roma e l'avvento dell'impero Augusto, primo imperatore dei romani, nipote di Cesare, che lo adottò nel 45 a.C. dichiarandolo suo erede. Alla morte di cesare, Augusto formò il secondo triumvirato con Antonio e Lepido. A fianco di Antonio batté, a Filippi nel 42 a.C. gli uccisori di Cesare, Bruto e Cassio; mentre, ad Azio, sconfisse Antonio e rimase padrone del mondo romano e dell'Egitto. Mise fine alla guerra civile e, necessariamente, orientò la politica verso la forma monarchica, accentrando in sé tutti i poteri, pur conservandone la distinzione. Il Senato e il popolo romano gli decretarono il titolo di Augusto (consacrato agli àuguri) nel 27 a.C. e di imperatore. Così la repubblica, pur vantando nuove conquiste territoriali come la Gallia e parte dell'Asia, lasciò il 16 gennaio del 27 a.C. il posto all'impero di Ottaviano Augusto. Nei suoi rapporti con le istituzioni statali, Augusto, diversamente da Cesare, del quale non possedeva la battagliera impetuosità, si comportò con estrema cautela scelse le raffinate strategie politiche piuttosto che le azioni impulsive. Augusto, che allora era ancora Ottaviano, memore della tragica fine di Cesare, e sapendo di muoversi su un terreno assai difficile e infido; affrontò la situazione con una strategia politica che può essere riassunta in due punti principali. Restaurò, ma solo in apparenza, la repubblica, conservando la magistratura ed esaltando il Mos Maiorum; in realtà istituì delle nuove istituzioni di tipo monarchico. Con questo tipo di politica, fece sì di ottenere un accordo con il Senato, lasciandogli una posizione privilegiata ma emarginandolo politicamente. Nel 27 a.C. Augusto proclama la restaurazione della repubblica ma in realtà proclamava la nascita di una monarchia con istituzioni apparentemente repubblicane, ma con i poteri accentranti nelle mani di una sola persona. Augusto attua delle riforme al fine di migliorare gli strumenti operativi, per un buon funzionamento dello stato imperiale. Innanzi tutto creò le basi di una struttura burocratica al cui interno riservò un notevole spazio per il ceto emergente dei cavalieri; ristrutturò il sistema fiscale, mantenendo la distinzione tra imposte dirette (tributa) e indirette (vectigalia). L'apparato fiscale fu reso più efficiente e divenne anche più equo e uniforme rispetto a prima. Augusto di adoperò per favorire una ripresa dell'agricoltura, molto trascurata nel periodo delle guerre civili. Incoraggiò ad un ritorno al lavoro nei campi quel gran numero di lavoratori che se n'erano allontanati. Un'altra riforma importante fu quella dell'esercito, strumento essenziale per la difesa dei confini dell'impero ma anche del nuovo equilibrio politico che si era creato. Augusto portò a termine il processo di formazione di un esercito permanente e lo trasformò in un esercito di mestiere il cui reclutamento avveniva sulla base del volontariato. Il servizio militare divenne una vera e propria carriera, con una paga abbastanza Continua »

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