1 1. STORIA DELLA DOMINAZIONE INGLESE IN IRLANDA FINO AI TROUBLES 1.1 ESULI E COLONI L'inizio della dominazione inglese in Irlanda si può collocare nella seconda metà del 1100 quando il sistema politico molto fragile non riuscì a contenere le spinte autonomistiche dei vari signori feudali che, oltre a combattere fra di loro, occasionalmente riuscirono a cementare alleanze in grado di mettere in difficoltà il sovrano. Ciò accadde nel 1169, quando un re in difficoltà, Dermot Macmurrough, chiese aiuto al conte di Pembroke. Le sue truppe nel giro di poco tempo occuparono la regione di Dublino. In realtà dietro il conte vi era Enrico II re d'Inghilterra che inviò nell'isola feudatari anglo-normanni e si fece riconoscere sovrano d'Irlanda. Negli anni della Riforma i rapporti fra Inghilterra e Irlanda si fecero ancora più difficili, mentre la Corona inglese si apriva all'influenza dei riformatori, i grandi signori irlandesi rimanevano fedeli a Roma. Una prima affermazione della Riforma si ebbe nel 1536, quando il Parlamento approvò un atto che riconosceva Enrico VIII “il solo, supremo capo nel cuore dell'intera Chiesa d'Irlanda”. Ed il sovrano, che ormai aveva assunto il titolo di re d'Irlanda, tenne fede al suo titolo muovendo una vera e propria guerra contro i cattolici d'Irlanda. Fu una campagna molto violenta: i monasteri vennero distrutti, molti abitati dati alle fiamme, i tradizionale mo-delli di produzione economica sconvolti. Alla fine del 1500 giunsero sull'isola i primi gruppi scozzesi, quasi come pionieri in vista di un vero piano di colonizzazione che passerà alla storia con il nome di plantation. Nell'interpretazione protestante della plantation, i coloni giunsero in un Ulster poco popolato, vi costruirono città e opifici dando così impulso all'economia e sfruttando nel modo adeguato le risorse che le popolazioni native non erano riuscite a valorizzare. Nella storiografia e nella percezione cattolica fu esattamente l'opposto, l'inizio di una colonizzazione sistematica e violenta delle terre irlandesi: due letture opposte che ancora oggi alimentano miti e rivendicazioni. La situazione si aggravò nel 1641 con una sommossa popolare sotto le bandiere dei Cattolici confederati d'Irlanda appoggiati dal Papa che ne lodava “il fervore e la costanza contro gli eretici”. Il governo inglese riuscì a riprendere il controllo della situazione solo con una impegnativa operazione militare che fece registrare molti massacri di massa. Nel 1649, l'Irlanda vide una nuova campagna militare, questa volta sotto le insegne repubblicane di Oliver Cromwell: a Drogheda e Wexford si consumarono veri e propri eccidi contro popolazioni civili cattoliche che segnarono la fine di ogni resistenza irlandese. Ne seguì la confisca delle terre dei ribelli e dei grandi proprietari che li avevano sostenuti. Il bilancio di quegli anni è tra i più pesanti della storia irlandese: tra il 1641 ed il 1652 il conflitto, la miseria e la carestia avevano ucciso c Continua »