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Ricerca sulla storia d'Italia (dall'età dei comuni al 1713). (15 pagine, formato .rtf) ( formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da ihatemaths

STORIA D'ITALIA (DALL'ETA` DEI COMUNI AL 1713 STORIA D'ITALIA (DALL'ETA` DEI COMUNI AL 1713 L'ETA DEI COMUNI Il fenomeno comunale fu la manifestazione di un'impetuosa volont?i autonomia delle citt?adane e toscane anzitutto, espressa dalla piccola nobilt?ocale contro la grande, e appoggiata per lo pi?i vescovi e dalle ancora rare, ma potenti personalit?ella produzione e del commercio. Il Comune, nella sua fase primitiva, fu in sostanza il regime imposto alle citt?a un'aristocrazia di piccoli signori consorziati, rappresentati dai consules, confortato dal consenso popolare; e l'attivit?i questo regime fu volta, oltre che ad amministrare liberamente la citt?secondo le esigenze locali, e gli interessi della classe, o meglio del partito dominante, a sottomettere il territorio circostante. Milano, a partire dagli scorci dell' xi sec., e Firenze, poco pi?rdi, avviarono questa politica con grande energia, sino a raggiungere, in meno di un secolo, l'egemonia rispettivamente in Lombardia e in Toscana. Contemporaneamente la lotta delle investiture impegnava Impero e papato, obbligandoli entrambi a guadagnarsi, con la concessione di privilegi, le citt?e mandava in rovina molti grandi signori feudali, e la prima crociata apriva all'intraprendenza dei cavalieri e dei mercanti ampi orizzonti di gloria e di ricchezza in Oriente. Nei primi anni del xii sec., l'Italia marinara e comunale si proiettava in Oriente con una costellazione di colonie veneziane, genovesi, pisane, e il Mezzogiorno normanno col principato di Antiochia, conquistato in crociata dagli Altavilla (1098) a pochi anni di distanza dalla cacciata dalla Sicilia dei musulmani (1091). Enrico V, succeduto al padre, riprese la lotta delle investiture contro Pasquale II, che costrinse con le armi a una formale rinuncia al potere temporale (privilegio di Sutri, aprile 1111); rinuncia rimasta tuttavia senza effetto, e seguita dalla scomunica e da un riaccendersi della guerra, complicata dalla questione dell'eredit?ella contessa Matilde la quale, spentasi nel 1115, aveva lasciato per testamento tutti i suoi beni alla Chiesa, senza distinguere tra beni allodiali, di cui poteva liberamente disporre, e beni feudali, che, in mancanza di eredi diretti, dovevano tornare all'Impero. I beni matildini si estendevano dalla Val Padana al Mezzogiorno; rimasti praticamente acefali durante la contesa per l'eredit?si punteggiarono di Comuni, dove l'autonomia confinava con l'indipendenza; tra questi, cominci?emergere Firenze. Pasquale II fin? suoi giorni a Benevento, mentre Enrico V opponeva a Roma, al suo successore, Gelasio II, un antipapa, e lo costringeva a rifugiarsi a Cluny, dove moriva poco dopo (1119). A Cluny fu eletto Callisto II (1119-1124), che rovesci?n inattesa rapidit?a situazione: con l'aiuto normanno si liber?ll'antipapa e rientr?Roma, poi si riconcili?n Enrico V, col quale stipul? concordato di Worms, che pose fine alla lotta delle investiture e, sia pure con un compromesso, assicur? papa, e solo a lui, Continua »

TAG: enrico v PERSONE: pasquale ii
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