Storia:dai Moti Del 1920-21 All'invasione Polacca - Appunti di Storia gratis Studenti.it
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Storia:dai moti del 1920-21 all'invasione polacca: I moti del 1820-21.I moti del 1830-31.Da Mazzini a Gioberti.L'anno cruciale:1848.L'età giolittiana.La prima guerra mondiale.Il dopoguerra in Europa e in Italia.La crisi dello stato liberale.L'avvento del Nazismo.(formato word 52 pagg.) ( formato doc)

VOTO: 8 Appunto inviato da raky

STORIA STORIA CAP.XI - I moti rivoluzionari del 1820-21 In Spagna, nel 1820, scoppia la rivoluzione e il re è costretto a concedere la costituzione Fu sempre la Spagna , che per prima si era ribellata a Napoleone, a iniziare i moti rivoluzionari. Il re di Spagna Ferdinando VII, tornato in patria, aveva subito revocato la costituzione liberale di Cadice del 1812 (che aboliva il regime feudale e l'Inquisizione), aveva ridato i privilegi agli aristocratici a al clero e aveva perseguitato i patrioti. Alcuni nuclei della borghesia si erano riuniti in società segrete, alle quali partecipavano anche molti ex-ufficiali napoleonici, mal pagati e delusi dall'ingratitudine del re. La rivoluzione scoppiò a Cadice contro delle truppe che aspettavano da tempo la loro paga. Grazie a Riego, un membro della società segreta democratica dei Comuneros, le truppe si ammutinarono: insieme, chiesero il ripristino della costituzione del 1812. Il moto si estese rapidamente e il re fu costretto a cedere. Ma le forze liberali spagnole erano molto divise fra democratici e moderati (provenienti dalla massoneria e che avevano la maggioranza). Altro problema stava nel dover fronteggiare l'opposizione di Ferdinando VII e del clero, e nel fatto che la Santa Alleanza si era spaventata per la rivoluzione: anche altri stati si stavano preparando a seguire l'esempio spagnolo. Che accadrà? Anche nel regno delle due Sicilie i rivoltosi ottengono la costituzione La rivoluzione fui guidata da un gruppo di rivoltosi di Nola guidati da Luigi Minichini e da alcuni soldati guidati da Morelli e Silvati. Anche un'altra truppa si unì alla causa, mentre il moto si estendeva in tutto il Mezzogiorno. Anche le truppe che erano state inviate contro di loro vi si unirono. Ma l'evento decisivo fu l'adesione di Guglielmo Pepe, uomo di grande fama e prestigio, che fu generale di Napoleone. Pepe assunse il comando e il re Ferdinando I fu costretto a promettere la costituzione. Affidò il governo al figlio Francesco e questi adottò la costituzione spagnola. Il governo era in gran parte murattiano, mentre Guglielmo Pepe era sempre alla guida dell'esercito. Ma anche in questo caso furono i contrasti interni fra i rivoltosi che rovinarono tutto: i carbonari e i murattiani erano in lotta. I primi erano espressione della borghesia provinciale e della bassa ufficialità, e vedevano positivamente la costituzione spagnola che limitava l'aristocrazia e il re; i murattiani invece, che erano stati alti ufficiali e funzionari di monarchie assolute, erano timorosi e non volevano limitare il potere esecutivo. A luglio scoppiò una rivolta a Palermo da parte di artigiani e operatori organizzati in 72 maestranze: essi volevano l'indipendenza della Sicilia da Napoli e la costituzione spagnola. La rivolta si diffuse e il governo napoletano inviò in Sicilia Florestano Pepe, fratello di Guglielmo, con il quale la giunta palermitana sottoscrisse l'accordo di Termini Imerese: la decisione della formazione di un Parlamento e un Continua »

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