VANDEA: ALLE ORIGINI DI UN MITO ANTILIBERALE VANDEA: ALLE ORIGINI DI UN MITO ANTILIBERALE Nel 1789 la Vandea è soltanto un piccolissimo affluente della Sèvre, che a sua volta fluisce nella Loira. Nel febbraio del 1790, quando il nuovo governo ridisegna la carta amministrativa della Francia, con il nome di quel fiumiciattolo viene battezzato un dipartimento nella provincia del Poitou. Nel 1793 il dipartimento vandeano diventa l'epicentro di un violento conflitto tra la popolazione rurale, insorta contro le autorità parigine, e l'esercito della Repubblica francese. La guerra civile dura tre anni e in questo arco di tempo il nome di Vandea acquista una risonanza immensa. Da un lato passa a indicare tutta la regione coinvolta nel conflitto, dall'altro diviene simbolo della resistenza alle istanze rivoluzionarie. Per i repubblicani i vandeani sono selvaggi manipolati dal clero e dai loro antichi signori feudali, per gli avversari della Repubblica sono invece i crociati dei tempi moderni. Una volta smantellato l'Ancien Régime, la Vandea deve fare i conti con la Chiesa cattolica, che teme la vena anticlericale e scristianizzatrice dei rivoluzionari più accesi, e con i sostenitori di opzioni moderate, come la monarchia inglese. In pochi anni, gli uomini che si raggruppano nei club giacobini infrangono le resistenze degli esponenti moderati conquistando il potere. L'accelerazione giacobina mette a tacere l'opposizione a Parigi, ma non riesce a impedire le proteste della periferia. Qui infatti il nuovo dibattito politico si innesta sull'antica diffidenza verso la capitale. A Parigi si vedono allora ovunque complotti contro la Repubblica: ogni castello è ritenuto una base nemica e tutto l'Ovest, dalla Bretagna al confine con il Midi, è considerato un potenziale avversario, perché troppo ligio ai suoi antichi signori e ai suoi parroci. Tra il 1791 e il 1793 sono quindi organizzate numerose spedizioni contro i possedimenti di chi è sospettato di attività antirivoluzionarie e intanto si cerca di sottomettere il clero cattolico. LA SECESSIONE DI MARSIGLIA E TOLONE RIVELA LE TENSIONI TRA PERIFERIA E CENTRO DELLO STATO I nobili e i notabili fedeli all'Ancien Règime, in questo periodo, pensano ad emigrare all'estero e le proteste locali non sono contro i valori del 1789, ma contro l'utilizzo strumentale che di questi si fa per imporre una centralizzazione sfavorevole alla periferia. Un solo episodio “controrivoluzionario” appare realmente pericoloso: il raduno a Jalès nell'agosto 1790 di un gruppo di guardie nazionali del Vivarais, che inneggiano al re, alla religione e alla legge. Ma il vero nemico dei manifestanti non sono le autorità rivoluzionarie, quanto i protestanti. Negli anni successivi i contrasti fra cattolici e protestanti, e lo scontento dei primi per l'appoggio che essi ritengono che la Repubblica dia ai secondi, Jalès diviene un punto d'incontro per i cattolici più decisi. Ora esiste veramente un progetto antirivoluzionario: i cattolici Continua »