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Recensione del libro "Tra Storia e Geografia" di Raggio-Quaini-Surdich (24 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da dinamocampetto

Untitled “Tra storia e geografia” O.Raggio, M.Quaini, F.Surdich ----------------- Parte I^: “Storia e storia moderna. Storiografia e didattica della storia, 1860-1970” (di O.Raggio) L'oggetto di questo saggio è la ricostruzione delle connessioni e sinergie tra la storia della storiografia, la didattica della storia e le strutture istituzionali nell'arco di un secolo: dall'affermazione della storia come disciplina accademica negli anni sessanta dell'800 alla istituzione del corso in laurea in Storia nel 1970. Il tema della didattica si scontra sia con la povertà degli studi in Italia, sia soprattutto con la straordinaria povertà della documentazione: la facoltà di Lettere dell'Università di Genova è stata in questo senso un'istituzione senza cura e interesse per la propria storia. 1) Eruditi, bibliotecari e archivisti Verso il 1860 il panorama genovese ripete le caratteristiche dominanti nelle altre facoltà di Lettere in Italia; le materie storiche sono insegnate da liberi docenti, eruditi, bibliotecari o archivisti. Agostino Olivieri, libero docente di Paleografia critica e archivistica nel 1860-61, era bibliotecario dell'Università e autore di una raccolta di “Carte e cronache manoscritte per la storia genovese”, una collezione di materiali come base per una storia “veramente completa ed imparziale”. Il suo modello era Gerolamo Serra, il patrizio autore della prima storia nazionale della Liguria e di Genova, che si fermava al 1483, laddove iniziavano gli Annali di Filippo Casoni. I manoscritti di Olivieri erano organizzati come segue: storie e cronache, da Caffaro in poi, ovvero le fonti della storia civile opere politiche e economiche, ovvero i documenti per accertare e rischiarare i fatti documenti sulle monete genovesi leggi, decreti e statuti delle arti statuti dei municipi e privilegi storia delle famiglie storia ecclesiastica A.Olivieri era soprattutto bibliotecario, professore di storia nella Regia Scuola di Marina e membro attivo della Società Ligure di storia patria. Negli anni '60 la storia è uno dei quattro insegnamenti impartiti nella facoltà. Al fianco di Olivieri, l'unico corso di storia è tenuto tra il 1860-62 da un altro libero docente, l'avvocato Michele Giuseppe Canale (Storia civile e commerciale degli Italiani…). Nel 1863-64 e l'anno seguente un corso di Filosofia della Storia è tenuto da Luigi Ramella. Canale era l'autore di una sintesi storica della Repubblica e nel 1848 aveva già proposto l'istituzione di una cattedra di storia all'Università e aveva sollecitato il patrocinio di V.Ricci per la sua domanda. Canale distingueva sei epoche definite dall'intersecazione di quattro elementi, teocratico, aristocratico, democratico e regio, e celebrava nella Monarchia Costituzionale l'applicazione dei principi della Rivoluzione Francese (la sovranità popolare). La storia secondo Canale era legittima e proficua se racconta e insegna il percorso della libertà; i popoli e le nazi Continua »

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