La televisione digitale terrestre Prima parte Diffusione del DVB Introduzione La specifica DVB-T Il sistema DVB-T (figura seguente) è basato sull'adozione dello standard MPEG-2 per la codifica del segnale audio/video di sorgente e per la multiplazione e, anche se è stato sviluppato per la trasmissione di segnali televisivi multi-programma a definizione convenzionale nel formato MPEG-2 MP@ML, è aperto all'evoluzione verso l'alta definizione (HDTV) mediante l'uso di livelli e profili MPEG-2 più elevati. Gli elementi indicati con un bordo rosso nel diagramma a blocchi sono comuni al sistema DVB-S. Essi includono: la struttura di trama (derivata dal multiplatore di trasporto MPEG-2), la dispersione dell'energia del segnale per uniformare la distribuzione spettrale all'interno del canale RF, una tecnica di protezione dagli errori tramite concatenazione di un codice esterno con un codice interno a tasso di codifica variabile mediante processo di interlacciamento. Il codice esterno è il Reed-Solomon RS(204,188,t=8) accorciato, derivato dall'originale codice sistematico RS(255,239,t=8). I codici interni sono convoluzionali punturati, basati su un codice convoluzionale madre a tasso 1/2 con 64 stati. Oltre al codice madre, il sistema permette i tassi punturati di 2/3, 3/4, 5/6 and 7/8. L'interallacciatore è basato sul processo di interlacciamento convoluzionale di Forney ed ha profondità pari a 12. Un contributo decisivo alla definizione delle specifiche DVB-T è stato dato dall'attività condotta dai maggiori radiodiffusori che hanno adeguato i rispettivi piani di ricerca e sviluppo per soddisfare i requisiti di servizio definiti dal Modulo Commerciale del DVB. Fra questi: la necessità di mantenere la maggior comunanza possibile con i sistemi DVB-S e DVB-C, al fine di consentire la produzione di ricevitori commerciali multi-standard a basso costo; la possibilità di ricezione fissa con terminali portatili, dotati di antenna omnidirezionale, in aggiunta alla ricezione con antenna direttiva posta sul tetto degli edifici; la possibilità di introdurre reti SFN a larga copertura (regionale e nazionale) impiegando trasmettitori sincronizzati operanti sullo stesso canale a radiofrequenza (RF), al fine di sfruttare i significativi vantaggi in termini di efficienza spettrale rispetto alle reti convenzionali multi-frequenza (MFN). Modulazione e codifica di canale Il cuore del sistema DVB-T risiede nell "adattatore di canale" progettato specificatamente per fornire la massima comunanza con i sistemi via satellite e cavo e garantire le migliori prestazioni nella diffusione del segnale sui canali televisivi terrestri. L'adattatore include la modulazione digitale e la codifica di canale per la correzione degli errori di trasmissione. Il tipo di modulazione digitale adottato dal DVB differisce sensibilmente per i sistemi via satellite, via cavo e sui canali terrestri, in quanto deve adattarsi strettamente alle diverse caratteristiche della propagazione e del canale RF. Il Continua »