La televisione digitale terrestre Seconda parte Il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva 1 2 Nel Libro Bianco sulla Televisione digitale terrestre del giugno 2000, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha suggerito di accelerare il passaggio al cosiddetto digitale terrestre. Il Parlamento con la Legge 66/2001 ha dato il via all'operazione che prevede che entro il 2006 tutte le trasmissioni televisive su reti di terra passino al digitale. Va notato che nessun altro paese europeo ha adottato una legislazione tanto stringente: nei casi in cui è già stata varata una normativa, le trasmissioni digitali terrestri sono riservate a specifici operatori e sono previste "in aggiunta" al sistema analogico e non come sua immediata sostituzione. Le gamme di frequenze pianificate per la radiodiffusione analogica sono quelle stabilite dal Piano nazionale di ripartizione di frequenze per il servizio di diffusione radiotelevisiva: Gamma VHF: banda I e banda III (canali A, B, C, D E, F, G, H, H1 e H2). Gamma UHF: band IV e V (canali 21-69). 3 4 Per il digitale terrestre, il territorio nazionale è stato suddiviso in bacini di utenza coincidenti con il territorio delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Ciascun impianto inserito nel Piano copre una singola area di servizio nell'ambito di una determinata Regione o Provincia autonoma. Tutte le reti hanno una configurazione a livello regionale. La copertura prevista deve raggiungere almeno l 80% del territorio nazionale e tutti i capoluoghi di Provincia con una probabilità di servizio del 95% e qualità di ricezione corrispondente al grado 4 (buona) della scala di qualità soggettiva UIT-R a cinque gradi di qualità. Tutti gli impianti che coprono la stessa area sono localizzati nello stesso sito. 5 Per sito s'intende un'area le cui dimensioni e le cui quote altitudinali siano tali da assicurare: la compatibilità interferenziale; la ricezione dei segnali emessi dagli stessi impianti con una sola antenna di utente per ogni gamma di frequenze . La potenza massima irradiata dagli impianti inseriti nel Piano è stata fissata ad un valore non inferiore a 200 W. Tutti gli impianti su un determinato sito irradiano, per ogni gamma di frequenze, la stessa potenza equivalente nelle singole direzioni di irradiazione (ERP). Non si prevede l'uso di collegamenti a rimbalzo (ripetitori). 6 Il Piano nazionale approvato con decreto del Ministro delle comunicazioni l 8 luglio 2002 prevede che per il digitale terrestre siano disponibili: 6 canali nella banda III VHF (canali D, E, F, G, H, H1), 48 canali nelle bande IV e V UHF (21-68), per complessivi 54 canali, ciascuno dei quali può trasportare un multiplex di 4 programmi televisivi. Il modello di rete 7 8 Dal punto di vista della copertura, la televisione digitale terrestre ha le medesime potenzialità di quella analogica con le peculiarità delle reti di terra quali la portabilità del servizio, cioè la possibilità di ri Continua »