Tesina 3^ media sul Novecento: Argomenti della tesina: la prima guerra mondiale (storia); gli Stati Uniti D’America (geografia); il petrolio (ed. tecnica); Umberto Boccioni (ed. artistica); Igor Sttavinkij e la politonia (musica); da Martinetti ad Ungaretti (letteratura) (20 pagine formato doc)
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spiko
Storia : La prima guerra mondiale Le cause dello scoppio della 1^ guerra mondiale sono state quattro: CAUSA POLITICA: In Europa esistevano molti territori contesi da diversi Stati: la Francia voleva sottrarre alla Germania l'Alsazia e la Lorena; L'Italia voleva liberare Trento e Trieste dal dominio dell'Impero austro - ungarico; Austria, Russia ed Italia volevano espandersi nella zona dei Balcani. Inoltre la Gran Bretagna si sentiva minacciata dalle ambizioni della Germania. Alla vigilia della guerra l'Europa era divisa in due schieramenti: la TRIPICE ALLEANZA, che comprendeva Germania, Austria, Italia; LA TRIPLICE INTESA costituita da Francia, Gran Bretagna e Russia LA CAUSA MILITARE Le grandi potenze europee, in particolare la Germania, si preparavano da anni alla guerra, dotandosi di grandi armamenti. Molti pensavano che la guerra sarebbe durata solo pochi mesi, per questo era necessario colpire per primi il nemico.
LA CAUSA ECONOMICA Fra le potenze industriali si era scatenata una gara economica e commerciale sempre più dura: per formare e difendere questi imperi coloniali era necessario ricorrere alle armi. LA CAUSA CULTURALE Parte dell'opinione pubblica vedeva nella guerra l'unica possibilità di cambiamento della situazione sociale e politica. La guerra è cominciata il 28 giugno del 1914, quando l'arciduca Francesco Ferdinando venne ucciso insieme alla moglie da un nazionalista serbo. L'Austria ritenne la Serbia colpevole dell'attentato e minacciò la guerra. Il 28 luglio 1914 quando l'Austria dichiarò guerra alla Serbia, entrarono in gioco le Alleanze stabilite negli anni precedenti: - da una parte gli Imperi centrali; - dall'altra le potenze della Triplice Intesa. Allo scoppio della Guerra l'Italia si dichiarò neutrale. Il
governo italiano si giustificò dicendo che l'Austria e la Germania non erano state aggredite. Così l' Italia si divise tra NEUTRALISTI ed INTERVENTISTI, cioè coloro che volevano che rimanesse neutrale e coloro che invece volevano che intervenisse in guerra.
Facevano parte dei neutralisti: i socialisti (secondo loro questa era la guerra dei capitalisti), i cattolici e la chiesa (Papa Benedetto XV definì la guerra “un'orrenda carneficina che disonora l'Europa”), molti
parlamentari guidati da Giolitti, che erano convinti che la neutralità dell'Italia sarebbe stata ricompensata dall'Austria con dei territori. Erano interventisti i nazionalisti (che volevano entrare in guerra contro l'Austria per liberare Trento e Trieste), l'esercito e l'ambiente della Corte (che vedevano nella guerra un'occasione di prestigio), i grandi gruppi industriali, i quali pensavano ai profitti che avrebbero potuto ottenere dalle spese di guerra. Infine alcuni tra i socialisti e democratici secondo i quali l'Italia doveva schierarsi con le nazioni democratiche. Sebbene gli interventisti fossero in minoranza, essi potevano contare sull'appoggio del re e di molti giornali.
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