Il 1968 è stato per molti versi un anno eccezionale nel quale grandi movimenti di massa socialmente disomogenei (operai, studenti e gruppi etnici minoritari) attraversarono quasi tutti i paesi del mondo con la loro carica contestativa e sembrarono far vacillare governi e sistemi politici in nome di una trasformazione radicale della società. Questo movimento nasce alla fine degli anni ’60 in Francia e raggiunge l’apoteosi nel 1968 appunto. Esso ha origine dai giovani e dagli operai per protestare contro la nuova società dei consumi, che propone ai giovani l’unico valore del denaro nel mondo capitalista, mentre nel blocco orientale mira a denunciare la mancanza di libertà e l’invadenza della burocrazia di partito. Diffuso in tutto il mondo, dall’occidente liberale all’est comunista, ha come nemico comune l’autorità: nelle scuole si contesta l’autorità dei professori, della cultura ufficiale e del sistema scolastico obsoleto; nelle fabbriche si rifiuta l’autorità del potere economico e dell’organizzazione del lavoro; nella famiglia si contesta l’autorità dei genitori; in entrambi i sistemi venivano messi in discussione il potere politico e le discriminazioni dovute alla razza, alla ricchezza, al sesso, alla religione, all’ideologia. Gli obiettivi in ambo i blocchi erano: riorganizzare la società sulla base del principio di uguaglianza, rinnovare la politica in nome della partecipazione di tutti alle decisioni, eliminare ogni forma di oppressione sociale e di discriminazione razziale, estirpare la guerra come tipo di relazione tra gli stati. Il movimento per i diritti civili negli Usa Il movimento americano per i diritti civili aveva costituito, fin dall’inizio degli anni sessanta, il prototipo di questa dinamica. Nato nelle università del Nord, il movimento studentesco si era dato come obiettivo essenziale la piena attuazione di quella democrazia americana che la costituzione prometteva ma che la società aveva, almeno in parte, negato in vario modo, cioè con la repressione nei confronti dei comunisti e della sinistra, con il militarismo diffuso, con la persistenza della segregazione razziale in particolare nel Sud. Proprio al Sud, negli anni cinquanta era venuto maturando un movimento nero per l’eguaglianza, diretto dalle comunità di colore. Uno degli atti più significativi fu il boicottaggio degli autobus di Montgomery, Alabama, lanciato nel 1955 per protesta contro la segregazione delle razze. Nel 1959 la Corte Suprema americana ordinò la fine della segregazione nelle scuole, questo fu uno dei più importanti risultati conseguiti dal movimento. A questo punto si temeva che lo sviluppo del movimento nero portasse alla fine dell’esclusione di fatto della popolazione di colore dal voto, praticata in tutto il Sud, con l’aiuto dell’organizzazione razzista del Ku Klux Klan. In appoggio al movimento nero del Sud, gli studenti di molte università del Nord degli Stati Uniti diedero inizio alle “marce al Sud”, massicce campagne d’invio Continua »